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il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
GREVE IN CHIANTI
28.05.2017
h 09:42 Di
Redazione
Gli indovinelli dello chef Barbieri ai bambini della Nino Tirinnanzi
Anche il ristorante Gallo Nero di Greve in Chianti ha aderito al progetto "Chef tra le mense"
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GREVE IN CHIANTI -  Sembrava un dessert ricoperto di panna, in realtà era un capcake ispirato alla tradizione contadina ripieno di zucchine, carote, patate, uova e parmigiano e arricchito da una irresistibile mousse a base di ricotta. Le verdure non piacciono ai bambini? E lo chef Filippo Barbieri del ristorante Gallo Nero le traveste e le trasforma in gourmet da alta pasticceria. Indovina cosa hai mangiato? E’ il nuovo espediente sperimentato con successo, nell’ambito del progetto Chef tra le mense promosso dai Comuni dell’Unione, dal ristorante grevigiano che nella scuola dell’Infanzia Nino Tirinnanzi ha proposto a cinquantadue bambini un piatto prelibato giocando con indovinelli, colori e sapori mascherati.  


 
“Siamo felici che il Gallo Nero – commenta l’assessore alla Pubblica Istruzione Maria Grazia Esposito -  come altri ristoranti del territorio, abbia aderito all’iniziativa che porta la grande ristorazione nelle mense scolastiche. E’ la risposta fantasiosa e coinvolgente con le quali le amministrazioni comunali di Greve, Barberino, San Casciano e Tavarnelle,  autori di un progetto di rete, fanno fronte al problema degli sprechi nelle scuole grazie alla disponibilità dei ristoranti e degli chef che mettono a disposizione a titolo gratuito la loro grande competenza e professionalità".

 

L'iniziativa si è tenuta in collaborazione con Cir Food che gestisce per i comuni dell’Unione il servizio della refezione scolastica”.


 
Soddisfatta dell’esperienza la titolare del ristorante Lisa Costa. “E' stato molto piacevole e divertente – ha dichiarato - i bambini si sono divertiti ed hanno apprezzato il piatto, contiamo di ripetere l’esperienza anche a settembre giocando e insegnando ad altri bambini l’importanza di mangiare con consapevolezza e curiosità”.

 

Anche per lo chef Barbieri i bambini hanno bisogno di mangiare con gli occhi per poter apprezzare i cibi che conoscono meno. “Il gioco è uno strumento che avvicina i bambini al piacere della tavola – ha concluso lo chef -  il contatto diretto con loro aiuta anche noi adulti a capire come presentare i piatti e come declinare le diverse espressioni alimentari rendendole a misura di bambino”.

 

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