Ha chiuso il 2012 con una consistente emergenza lungo i fiumi del nostro territorio, superata brillantemente anche grazie ai tanti lavori messi in campo negli ultimi anni (clicca qui per vedere la fotogallery). Adesso Mauro Cresti, Commissario Straordinario del Consorzio di Bonifica della Toscana Centrale, intervistato dal Gazzettino anticipa l'attività del 2013.
Mauro Cresti, che 2013 sarà per il Consorzio di Bonifica della Toscana Centrale?
"Sarà un anno di grandi cambiamenti: il 2013 dovrebbe essere l’ultimo anno di vita di questo Consorzio che opera su due comprensori dei 41 toscani: Colline del Chianti e Val d’Elsa. La Regione Toscana ha approvato a fine 2012 una nuova legge del settore (LRT del 27.12.2012 n. 79) che purtroppo non ha potuto essere inquadrata in una riforma organica e più compiuta delle competenze in materia di difesa del suolo. Da questa riorganizzazione le strutture consortili escono rafforzate per competenze e per responsabilità ed il tributo di bonifica continuerà ad essere la principale risorsa per la manutenzione delle opere idrauliche contro il rischio idraulico. La Regione Toscana ha ridisegnato, sempre sulla base dei bacini idrografici, i 41 comprensori di bonifica già esistenti, riducendoli a 6 su tutto il territorio regionale. Il 2013 dunque vedrà il nostro Consorzio, assieme ai consorzi dell’Ombrone Pistoiese, dell’Area Fiorentina e ai territori montani del Mugello, impegnato a costituire il nuovo soggetto gestore del nuovo comprensorio di bonifica n. 3, Medio Valdarno. A fine transizione, finiranno gli attuali commissariamenti e arriveranno le nuove elezioni. Era una riforma attesa da tempo, che riduce sì il numero degli amministratori ma sacrifica un poco anche la rappresentanza: il nuovo Consorzio Medio Valdarno si troverà a gestire il reticolo idraulico di oltre 350 kmq, entro i confini amministrativi di oltre 60 comuni, che spaziano su 5 province, per cui sarà certamente più complesso operare e soprattutto legare in maniera puntuale come adesso l’attività tecnico-operativa con il territorio. Ma la riorganizzazione potrebbe anche servire a mettere in risalto le competenze specifiche e le capacità professionali già presenti oggi nei consorzi di bonifica: sull’impostazione di raggruppare i consorzi o di gestire più comprensori noi c’eravamo da tempo. Se oggi ci chiamiamo Toscana Centrale è perché abbiamo dimostrato che un consorzio poteva gestire più di un comprensorio, diversamente da chi voleva creare un altro Consorzio solo per gestire la valle del fiume Elsa; e già prima di questa riforma avevamo dato vita ad iniziative comuni con il Consorzio Area Fiorentina per arrivare anche ad una fusione volontaria dei nostri enti che riunisse tutta l’area metropolitana. Se il 2013 è dunque l’anno della riforma della bonifica, come Consorzio Toscana Centrale e come URBAT, associazione regionale dei consorzi di bonifica toscani, possiamo comunque rivendicare di non essere mai stati “politicamente” inerti o meri soggetti passivi di questa riorganizzazione".
Quali i settori in cui dovrete lavorare maggiormente?
"Questa fase di transizione, che vedrà impegnati soprattutto l’amministrazione e il sottoscritto, non minerà assolutamente la nostra attività operativa sui territori che attualmente gestiamo. Sugli sviluppi istituzionali terremo certamente informati in primo luogo i nostri sindaci e tutti i consorziati, tramite la nostra newsletter (alla quale ci si può iscrivere sul nostro sito www.cbtc.it, inviando una email a info@cbtc.it); ma la cosa più importante è che continueremo la nostra attività di controllo e di manutenzione delle opere idrauliche a noi affidate; continueremo ad effettuare i tagli selettivi delle piante a fine ciclo vitale su tutti i corsi d’acqua e dunque a fornire il combustibile (cippato) alle scuole che hanno caldaie a biomasse; continueremo ad estendere la rete delle piste di sicurezza a servizio dei nostri mezzi e a vantaggio dei nostri fiumi e torrenti che potranno essere più liberi di comportarsi naturalmente senza provocare danni a fabbricati o terreni privati; continueremo ad intervenire direttamente sulle criticità localizzate e a fare progetti di manutenzione straordinaria delle arginature e casse di espansione a difesa dei centri abitati. Continuerà, insomma, il nostro impegno tradizionale, che non è poco ma che, sono convinto, potrebbe essere anche molto di più di questo: penso agli studi e alle azioni in tema di deflusso minimo vitale dei nostri corsi d’acqua: un sistema di invasi sui bacini minori dei nostri corsi d’acqua con valenza di regimazione idraulica e riserva idropotabile, alla produzione di energia sostenibile che vada oltre l’attuale filiera delle biomasse vegetali, per esempio con impianti fotovoltaici nei laghetti collinari. Certo è che i consorzi dovrebbero avere un poco di stabilità politica per essere concentrati sul loro lavoro ed esprimere al meglio tutte le loro potenzialità".
Quali gli interventi più importanti che avete in ponte nel territorio?
"I prossimi interventi del Consorzio sono riassunti nel Programma Triennale e nel relativo bilancio di previsione 2013: questa pianificazione è il risultato della capacità dei nostri tecnici e operatori di vigilare, progettare ed intervenire, di un serio confronto con le amministrazioni comunali e delle numerose e preziose segnalazioni delle associazioni del territorio e dei consorziati. Il Programma Triennale e il bilancio sono tra gli atti principali del Consorzio, organizzano il lavoro del Consorzio secondo un ordine di priorità legato alla criticità idraulica e alla possibilità di finanziamento e, a differenza del passato, sono assolutamente leggibili da tutti. Nel piano sono indicati lavori per un totale di circa 105 milioni ma il Consorzio, nei prossimi tre anni, può più sicuramente contare sui 22 milioni di fondi propri e su altri 8 provenienti da fondi e compartecipazioni di altri enti: questi servono sia per complessi interventi di riduzione del rischio idraulico, come il completamento del sistema di laminazione di Capannuccia sul torrente Ema nei comuni di Bagno a Ripoli, Greve e Impruneta; l’adeguamento arginale dei torrenti Grillaio e Ritortolo, nel comune di Lastra a Signa; un piano di interventi sui fossi minori della bassa Pesa; la manutenzione straordinaria del reticolo del Pian di Casone, nel comune di Monteriggioni; la realizzazione del guado sul torrente Greve nell'area sportiva di Greve in Chianti, tanto per citarne alcuni; servono per la quotidiana gestione del reticolo idrografico mediante la realizzazione di percorsi di servizio come quello della Pesa lungo tutti i principali corsi d’acqua; servono infine per qualche intervento di tutela del patrimonio storico-ambientale e altre iniziative di carattere ambientale, in collaborazione con gli enti locali. Contribuisce al totale del programma anche il grosso capitolo della progettazione del Piano Rischio Idraulico dell’Arno, per cui il Consorzio è stato incaricato dall’Autorità di Bacino, la cui attuazione per circa 43 milioni fa parte del somma complessiva ma è interamente a carico della fiscalità generale. Gli interventi qui accennati sono ovviamente esemplificativi, per questo invito tutti ad una consultazione diretta del Programma Triennale sul sito del Consorzio, ponendo particolare attenzione ai progetti con priorità alta e in realizzazione entro l’anno corrente".
Le piogge di fine 2012 hanno messo a dura prova le opere consortili: come hanno risposto?
"Innanzitutto dobbiamo dire con sincerità che siamo stati fortunati. Voglio esordire così sperando di intercettare maggiore attenzione. Come mai dico “fortunati”? Perché la quantità di pioggia caduta ad esempio in Maremma capita statisticamente ogni 500 anni e per fortuna non si è verificato un fenomeno simile anche da noi. Provo a spiegare meglio: il rischio idraulico non è azzerabile ma può essere ridotto fino ad una soglia considerata accettabile in relazione alle necessità antropiche del territorio. Venendo alle nostre opere consortili: se adeguate e tenute in buone condizioni, come noi dobbiamo fare, possono mitigare il rischio ma non totalmente annullarlo. Potrebbe sembrare poco, spesso non se ne percepisce nemmeno l’esistenza ma la loro importante funzione è ben chiara nel momento del bisogno. Facciamo alcuni esempi: in occasione dell’evento di fine novembre 2012, l’abitato di Greve in Chianti è stato salvato dalle acque grazie ad opere idrauliche ben funzionanti: la cassa di espansione a monte ha contenuto importanti volumi di piena e nel centro del paese l’acqua non è esondata grazie ad un muro di sponda completamente rifatto dal Consorzio appena tre anni fa; negli stessi giorni, la nuova cassa di espansione di Santa Maria in piazza Kennedy a Scandicci si è riempita abbassando il preoccupante livello del torrente Vingone; il sistema a bocca tarata di Capannuccia ha ridotto e rallentato le acque del torrente Ema che hanno attraversato Grassina, Ponte a Ema e il Galluzzo; sull’Elsa si sono attivati lo scolmatore e la cassa di espansione di Madonna della Tosse a Castelfiorentino; il Percorso della Pesa ha funzionato da area di laminazione, permettendo al torrente di spanciare “naturalmente” senza creare danni rilevanti, se non la necessità di risistemare il fondo del tracciato tanto apprezzato dai cittadini della zona, cosa che faremo già nelle prossime settimane. Tutto ciò non toglie la necessità di proseguire il nostro lavoro, visto che eventi con picchi repentini di pioggia si presentano oggi con sempre maggiore frequenza, pur in un quadro tendenziale estremamente siccitoso".
Avete la sensazione che stia cambiando, nelle istituzioni e nei cittadini, la percezione del ruolo del Consorzio di Bonifica?
"Certamente! Nelle istituzioni in primo luogo. La dimostrazione sta nelle numerose attestazioni di stima che riceviamo dai sindaci dei nostri territori: per me non certo un punto di arrivo, ma di partenza. Un risultato non scontato, frutto dell’impegno di farci conoscere, che avevamo preso con le nostre 32 amministrazioni comunali: siamo andati nei consigli comunali per presentarci ed aprirci al controllo democratico sulla nostra attività e sui nostri atti; ci siamo messi in gioco, mettendoci la faccia e la nostra responsabilità, come si dovrebbe fare in un “Paese normale”. Oggi i comuni sanno di avere in noi un partner operativo, trasparente, affidabile e capace di rispondere prontamente alle criticità idrogeologiche locali. Questo vale anche per i consorziati. Nella nostra campagna di estensione dell’attività e del relativo tributo, reimpiegato per la quasi totalità direttamente sul territorio come in un vero e proprio regime federale, siamo stati molto attenti: abbiamo verificato decine di migliaia di posizioni, prima di inviare le nuove 140mila richieste di pagamento, in modo da evitare le cosiddette “cartelle pazze” e migliorare le informazioni direttamente al Catasto a vantaggio di tutti, proprietari, comuni; abbiamo informato sia puntualmente con una specifica comunicazione all’interno dell’avviso di pagamento, che con la newsletter e con il nostro ricchissimo sito, nel quale stiamo cercando di dare spazio anche ad un’importante storia fotografica e documentaria del lungo percorso consortile; abbiamo dialogato con chi voleva informazioni e con chi ci chiedeva conto delle nostre spese e, anche se il tributo restava per alcuni indigesto seppur modesto, quasi tutti ci hanno almeno riconosciuto la prontezza e la completezza della nostre risposte. All’inizio della mia esperienza al Consorzio mi capitava di essere fermato per strada per spiegare cosa facevamo; oggi mi capita di essere fermato per gli apprezzamenti, che io non posso che girare alla struttura consortile perché è fatta di competenze, giovani e motivate. Anche questo è un punto di partenza e non di arrivo: il nuovo grande Consorzio che ci sta davanti potrà e dovrà fare ancora molto. Ciò che conta è che il Consorzio della Toscana Centrale andrà a questo appuntamento con un buon radicamento ed un’ampia riconoscibilità sul territorio, con una struttura tecnico-operativa e amministrativa di qualità e soprattutto con i propri conti in ordine ed in attivo. Insomma si sta chiudendo una fase stimolante e costruttiva e se ne apre immediatamente un’altra, altrettanto interessante: personalmente sono davvero contento ed onorato di avervi partecipato e colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che mi ci hanno coinvolto e con i quali mi sono trovato a collaborare".
di Redazione
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