IMPRUNETA – E' morto l'ex assessore all'urbanistica del Comune di Impruneta Enrico Bougleux. E il sindaco Alessio Calamandrei esprime profondo cordoglio. A nome suo e di tutta la comunità imprunetina.
"È con un dolore immenso – dice Calamandrei – che saluto la scomparsa di un amico, Enrico Bougleux, l’ingegner Enrico Bougleux, che dopo essere stato in primis l’assessore di Mario Primicerio a Firenze, ho avuto l'onore di avere come assessore a Impruneta per circa tre anni".
"Per me – prosegue Calamandrei – studentello della facoltà di Architettura è stato un mentore, un amico, un quasi secondo padre professionalmente parlando. Una persona di altri tempi, un gentlemen, una persona che non ha mai tradito le aspettative di ogni singolo cittadino".
"Permettetemi di dilungarmi nel suo ricordo – premette Calamandrei – quando da assessore di Firenze andava a farsi i capelli da “Fabrizio”, davanti al ristorante dei miei genitori, ero il primo ad essere informato. E quanti pomeriggi dal parrucchiere a parlare di urbanistica, lavori pubblici, ed il futuro della città".
"Così come l’aver partecipato alla commissione comunale con Richard Rogers per il piano Scandicci – continua ancora – (e grazie ad Eugenio Giani potei partecipare) dopo che Enrico si era dato un gran da fare per far sì che fossi presente. E quel catalogo, dei finalisti del concorso internazionale per il progetto dell’uscita dei grandi Uffizi che conservo gelosamente con la dedica di Enrico quando fu deciso il vincitore… “il giorno in cui decidemmo che avrebbe vinto Arata Isozaky”.. ogni volta che lo leggo, sembra quasi che si sia stati io e lui a prendere questa decisione ancora non realizzata".
"Poi – ricorda Calamandrei – anni dopo, la mia candidatura, e la mia vittoria. Una telefonata e il giorno dopo ero a casa sua per spiegargli quelle che erano le mie idee ed i miei sogni su Impruneta. Non fu facile. Del resto chi si confronta con realtà ben più importanti (Firenze), rimane scettico nell’affrontare una realtà molto “paesana” e di “periferia”. Ed Enrico, alcuni giorni dopo, accetto questa nuova sfida, con una malattia che lo stava iniziando a colpire".
"Quel “grazie” sobillato da sua moglie – sono ancora parole di Calamandrei – girandosi sulle scale del Comune dopo avergli fatto vedere il mio ufficio, durante un pomeriggio di un sabato del luglio 2013 passato a Impruneta per i fatti loro, lo porterò sempre nel cuore".
"Ma Enrico mi ha fregato un'ultima volta – dice – dopo aver conosciuto sua cognata (pittrice) ad una esposizione nella bottega di Fiorella Noci nel marzo-aprile 2018, gli promisi che se avessi vinto le elezioni del 2018, sarebbe stata la prima persona che avrei chiamato. Enrico mi chiamò la mattina dopo la mia vittoria poco dopo le 8 per congratularsi con me. Mi fregò anche poco più di un anno fa, dimostrandosi per l’ennesima volta, un gran signore".
"Ciao Enrico – conclude Calamandrei – già ti vedo con babbo fare delle gran lunghe chiacchierate, magari con un bicchiere di vino. Quelle chiacchierate che solo al pensiero mi mancano tanto, tu che sei stato una persona davvero importante per la mia crescita professionale. Porterò con me il termine “bordeggiare la norma”, e la tua serenità con la quale hai affrontato i problemi lavorativi nel “sta a noi trovare la via d’uscita”. Grazie Enrico. Grazie anche a te oggi mi sento un uomo più maturo e più sicuro di me stesso. Brinderò a te ed a tutto quello che mi hai insegnato".
di REDAZIONE
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