Centrale termoelettrica, Legambiente: “Metaenergia dimostra arroganza”

"Non sono loro a decidere, nonostante i loro ingegneri, la forza e i soldi! Diamo un consiglio: desistete"

GREVE IN CHIANTI – Torna a far sentire la propria voce anche Legambiente Chianti Fiorentino sul tema del progetto della centrale termoelettrica a Greve in Chianti, che mercoledì 4 marzo vedrà un ampio dibattito pubblico.

 

"Questi giorni – dicono dal circolo Legambiente del Chianti Fiorentino – vedono il Chianti animarsi più che mai per la Centrale termoelettrica a Testi. Il motivo è il modo con cui ha scelto di presentarsi l’azienda proponente Metaenergia".

 

"Intanto – rimarcano – c’è stata una lunghissima lettera dell’ingegnere Bindi che ringraziamo per la copiosa quantità di informazioni che ci ha fornito, dimenticando però di farci sapere che ha rapporti di collaborazione con Metaenergia, quindi la sua lunga lettera non è il contributo di un semplice cittadino informato, ma è un intervento interessato. L’ingegnere è salito in cattedra ed ha sciorinato dati tecnici con generosa profusione, quindi ha bacchettato tutti gli “alunni” della mediocre classe: prestigiosa azienda, inutili ambientalisti, Biodistretto Chianti, Consorzio, un sindaco…". 

 

# "Centrale termoelettrica a Testi, data immagine diversa dalla realtà"

 

"L’ingegnere – prosegue Legambiente – riconosce che le emissioni di inquinanti ci sono, infatti ci dice verranno misurate, controllate e rimarranno entro i limiti (ci mancherebbe volessero anche sforare). Dimentica la dispersione di metano, l’effetto serra del vapore e qualche altro marginale piccolo dettaglio, ma scrivendo tanto può succedere. Contemporaneamente Metaenergia ha sommerso i grevigiani di un bel volantino, con tanto di foto a colori, dando sfoggio di potenza e di soldi in tasca".

 

"Notiamo – dicono dall'associazione ambientalista – che le foto mostrano sempre una futura centrale spenta, ci risulta che anche con le più moderne tecnologie le centrali funzionino accese e non spente. Metaenergia ribadisce che la centrale non impatta con l’ambiente ed il paesaggio e che è indispensabile per il territorio. Cerca inoltre di comprarci offrendo soldi che, ce lo dice anche l’ingegnere, ci sono dovuti, quindi, di diritto, sono nostri".

 

"Tralasciamo l’importanza delle ricadute occupazionali – rimarca Legambiente – e rileviamo invece una grave ambiguità: “…il nuovo impianto sostituirebbe, pertanto, una precedente attività, oggi non più operativa …”. La centrale proposta non sostituirebbe alcunché, sarebbe un ex novo all’ingresso del Chianti, fra gli storici castelli di Vicchiomaggio e Verrazzano. E’ tanto difficile capire che un nuovo impianto di industria pesante non è ritenuto compatibile con la situazione attuale del pianeta, con quello che è il Chianti oggi e quello che si propone di essere domani, da tutti gli stakeholders e da tanti cittadini?".

 

"Arriviamo ai cittadini – si dice ancora – che secondo l’ingegnere non conoscevano la verità (colpa degli alunni somari): promossa e sostenuta da semplici cittadini si è avviata una petizione su change.org per dire no alla centrale. Il volantino di Metaenergia ha uno slogan che suona minaccioso: “la centrale che ci sarà … e non si vedrà”. Ricordiamo a questi signori che non sono loro a decidere cosa fare o non fare su questo territorio, nonostante i loro ingegneri, la loro forza e i loro soldi!".

 

"Siamo d’accordo con i cittadini – concludono – ci avete scritto tutto. Vi ringraziamo, ma non abbiamo bisogno di sapere altro. Noi molto umilmente vi consigliamo di fare quello che, secondo l’ingegnere, eravate pronti a fare tempo fa: desistere. Sommessamente vi invitiamo a riflettere sul fatto che la vostra immagine potrebbe uscire da questa vicenda molto ammaccata, in Italia e nel mondo, perché il Chianti di fatto è già patrimonio dell’umanità".

di REDAZIONE

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