IMPRUNETA – “A differenza di molti altri Paesi in Europa e non, qui la situazione è molto tranquilla”.
Samuele Ninci, imprunetino, ci racconta come sta vivendo la situazione Covid-19 in uno dei Paesi più discussi in questo momento: da Stoccolma, in Svezia.
Samuele infatti vive nella capitale svedese da 4 anni, dove lavora come ballerino al Royal Swedish Ballet.
In questi ultimi giorni la Svezia è stata duramente criticata da altri Paesi per il suo approccio “leggero” verso l’emergenza Coronavirus: il Governo svedese infatti non ha imposto nessun (o quasi) divieto.

“Mi dispiace molto per l’Italia e per tutti gli altri Paesi che si trovano a fronteggiare questa emergenza – dice Samuele – ma qui stiamo vivendo bene e il governo sta gestendo molto bene la situazione. Il numero dei contagi è stabile, ci sono posti in ospedali, adesso hanno costruito a sud di Stoccolma un ospedale-tenda in caso di emergenza”.
“Vivendo a Stoccolma da 4 anni – riprende – dove mi trovo molto bene, posso dire che la scelta del governo svedese è in linea con la loro mentalità: il governo non ha messo nessun divieto, nessuna imposizione ma solo raccomandazioni”.
“Sembra molto strano dall’esterno – ammette – e so che la Svezia è stata molto criticata ma qui i rapporti tra le persone sono molto diverse rispetto dall’Italia o dalla Spagna: non ci abbracciamo o baciamo per salutarci, sono tutti molto distanti”.
Adesso vedremo comunque se, a fronte della crescita dei contagi e delle spinte di parte dell’opinione pubblica svedese, verranno prese decisioni più restrittivie.

Ma finora, come dice Samuele, “l’unico divieto emesso è l’assembramento di più 50 persone: per il resto bar, ristoranti, negozi è tutto aperto. Ci hanno raccomandato di lavorare da casa, e molte persone per fortuna lo fanno, alle persone anziane di rimanere in casa e ovviamente in presenza di sintomi di non uscire: per il resto è tutto uguale”.
“Per adesso funziona – dice ancora – le persone ascoltano le raccomandazioni, sono lige alle regole e la vita scorre regolarmente. E per fortuna ci sono pochi contagi”.
“A differenza di molti altri Paesi – prosegue – qui le persone si fidano ciecamente del governo, ascoltano e seguono alla lettera tutte le sue indicazioni e sono molto tranquilli”.
“All’inizio – riflette – quando è iniziata l’emergenza negli altri Paesi, anche qui ci sono stati dei giorni, anche se pochi, di panico: nei supermercati mancava la carta igienica la pasta e legumi in scatola, poi per fortuna la situazione si è normalizzata”.
“Sicuramente – conferma – rispetto a prima ci sono meno persone in giro, ma specialmente nei weekend bar, ristoranti e pub sono stracolmi”.
E riguardo al suo lavoro: “Noi al teatro abbiamo annullato la stagione fino a giugno. Il teatro è molto grande, conta circa 1.300 posti: era inevitabile. Per adesso continuiamo ad allenarci, anche se in gruppi ridotti, ma non proviamo né ci esibiamo: siamo più di cinquanta ballerini ed è impossibile. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni”.
“Io per adesso vado al teatro per allenarmi – ci dice raccontandoci la sua quotidianità – e quando lo faccio cerco di evitare di prendere la metro nelle ore di punta. Naturalmente evito luoghi pubblici molto affollati e ristoranti, ma è una mia scelta”.
“Da quando è iniziata la pandemia – conclude Samuele – ho avuto sensazioni contrastanti. All’inizio mi sembrava assurdo che nel resto del mondo fossero tutti a casa e noi liberi, per cui mi sono messo in quarantena volontaria da solo. Poi, vedendo che la vita che va avanti normalmente, mi sono rilassato e faccio le mie cose. Ovviamente, ho delle accortezze, ma cerco di vivere normalmente e sinceramente sono felice essere qui”.
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