Caro Coronavirus, chi ti scrive è un mammifero del genere “Sapiens”.
Tu penserai che come individuo preso di mira da te e che assiste alla sofferenza e alla morte di tanti suoi simili, io dovrei essere arrabbiata.
Un po’ è così, non lo nego , ma come mi hanno insegnato fin da quando ero piccola, a volte è giusto, prima di giudicare il prossimo, mettersi nelle sue scarpe.
Oggi voglio fare lo sforzo, non da poco per un “Sapiens”, di vedere le cose dal tuo punto di vista. Hai vissuto per milioni di anni abitando nel corpo dei pipistrelli. Perché ora vieni a cercare a noi?
Mi tornano subito alla memoria le lezioni di scienze delle medie quando la professoressa ci raccontava che “non sopravvive l’essere più forte ma solo quello che riesce ad adattarsi all’ambiente che lo circonda”.
Anche tu, se pur invisibile, sei un essere vivente e come tale tendi alla vita, alla sopravvivenza e alla riproduzione della tua specie, con la furba ostinazione dell’adattamento.
Noi “Sapiens” abbiamo ucciso quasi tutti i pipistrelli nei quali vivevi. Stiamo distruggendo le rigogliose foreste dove vivono questi piccoli e graziosi mammiferi e uccidiamo gli insetti base della loro dieta.
Accendiamo luci ovunque e per tutta la notte. Alcuni pipistrelli vengono sacrificati perché i “Sapiens” sono convinti che portino sfortuna e che si attacchino ai capelli delle donne, altri vengono uccisi e mangiati con odiosi metodi degni di film dell’orrore. Insomma l’uomo ti ha sfrattato in malo modo da casa tua, il pipistrello.
Sappiamo che tu, Coronavirus, hai fatto vari tentativi di colonizzare altri anch’essi sfortunati mammiferi barbaramente mangiati dai “Sapiens” o torturati e uccisi sulla base di fantasiose credenze esoteriche e medievali scienze farmaceutiche.
Ma un giorno hai scoperto che noi “Sapiens” non siamo poi così male come cibo e casa ideale. Basta poco per comprendere la tua intelligente scelta. I “Sapiens” vivono su questa pianeta rapinandolo di qualsiasi elemento buono come ne fossero i padroni, sfruttando terra, aria e acqua.
I “Sapiens” vivono senza nessun equilibrio su un pianeta diviso a metà: alcuni luoghi sono dedicati alla produzione abbondante e a basso costo di tutto ciò che serve a quelli che vivono nell’altra metà del mondo.
In questi “luoghi della produzione”, i “Sapiens” sono costretti a povertà e a scarsa igiene per via della mancanza di acqua che viene prelevata per costruire oggetti (spesso anche di dubbia utilità) e fornire energia.
Nella parte più fortunata del pianeta questi prodotti arriveranno via aerea o marittima e qui i “Sapiens” si dedicano ad attività lavorative più nobili, per le quali pare sia richiesta estrema igiene.
Qui ci si lava e si lava tutto continuamente, addirittura con disinfettanti e saponi antibatterici che, piano piano, hanno indebolito i corpi delle proprie naturali difese.
I “Sapiens” sono tantissimi: ogni secondo di orologio nascono 4 persone e ne muoiono solo 2. Questo ci sembra una gran bella conquista perché più siamo e più lavoriamo per procurarci uno stipendio e accrescere il famoso PIL cioè la ricchezza (che comunque andrà nelle tasche di pochi).
Viviamo ammassati a milioni in piccoli spazi malsani e inquinati. Costruiamo bellissime case in verticale alte centinaia di metri perché in orizzontale non c’è più spazio nelle città. Facciamo addirittura a gara a chi costruisce le case più alte così che poi, milioni di persone, ad agosto, prenderanno un aereo o una nave per andare a fare pellegrinaggi davanti a queste enormi strutture quasi come fossero statue divine.
Preleviamo oro e diamanti perché sono “beni rifugio” ma è scientificamente dimostrato che in caso di crisi e carestie non siano commestibili.
Scaviamo la terra per trovare minerali utili per fabbricare super telefoni perché abbiamo bisogno di essere sempre connessi per far vedere al prossimo che vive dall’altra parte del mondo che stiamo mangiando una bella scaloppina panata e al quale, francamente, non gliene frega proprio nulla.
Ci vestiamo con vestiti di “plastica tecnica” costringendoci a deodorarci continuamente le ascelle e per condurre una vita più bella, comoda e ricca, creiamo tonnellate di pericolosa chimica e di gas tossici e quindi respiriamo anche robaccia che ci ha indebolito i polmoni.
Per non parlare poi della cronica stanchezza fisica dovuta ai turni di lavoro e a un modo di vivere frenetico che nulla ha a che vedere con i ritmi naturali dei mammiferi.
Un miglior habitat del nostro corpo non potevi trovare perché siamo tutti belli ma ben poco sani e con poche difese immunitarie visto che ci siamo messi in testa di mangiare carne ingrassata con antibiotici perché è più facile da allevare.
Mangiamo pesci pieni di plastica perché è tanta fatica riciclare i rifiuti e li buttiamo dove capita.
Per non parlare di frutta e verdura piene di chimica perché “la terra è bassa”, strappare le erbacce è fatica e pensiamo che gli insetti siano solo dannosi. Beviamo acqua e “liquidi più nobili” spesso contaminati ma, si sa, i “Sapiens” pensano spesso che tutto ciò che è invisibile agli occhi non esista e che non faccia male.
Amara sorpresa ! Questo modo di vivere ci ha reso più “pieni di cose”, orgogliosi e soddisfatti di essere così produttivi. Ma da “Sapiens” faccio una riflessione: non è che tutto questo “darsi da fare” non ci faccia solo diventare i più ricchi del cimitero?
Caro Coronavirus, capisco che tu non stai sbagliando proprio nulla. Noi “Sapiens” invece, che da quando sappiamo scrivere e leggere, ci riteniamo individui superiori e intelligenti, non abbiamo ancora capito nulla.
Eleonora Grechi – Guida Ambientale Escursionista
Le Vie del Chianti www.leviedelchianti.it
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