“La quarantena di… venerdì 17. Ma da dove nasce la superstizione”

“Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male!” (Eduardo de Filippo).

Oggi abbiamo tutti un motivo in più, oltre la quarantena, per starcene a casa: oggi è venerdì 17.

Ma da dove viene questa credenza tutta italiana? Questa superstizione che il venerdì, associato al numero 17 del calendario, porti scalogna nasce da una fusione tra antiche leggende, storia, matematica, racconti biblici, numeri della cabala.

Andando per ordine cronologico e partendo dalla Bibbia, pare Dio scelse il giorno 17 del II mese per dare il via alla grande perturbazione meteorologica che scatenò al diluvio universale.

Il numero 17 era molto antipatico anche a Pitagora e ai suoi allievi perché gli creava parecchi grattacapi “quando provavano costruire il quadrato sull’ipotenusa”.

Sempre matematicamente parlando il 17 è numero primo, dispari, intero privo di quadrati e difettivo. Per me è arabo ma questi aggettivi mettono l’ansia.

Nell’antica Roma, il numero 17 veniva scritto così “XVII” il cui anagramma si scriveva “VIXI” che sfortunatamente si può leggere come “vissi”, e se vissi vuol dire che “sono morto”.

Nella storia dell’antica Roma si ricordano battaglie che dettero origine a grandi disfatte per l’appunto delle legioni 17.

E da allora questo numero fu abolito nella numerazione degli eserciti. Nelle gare automobilistiche italiane il numero 17 non viene più assegnato a nessun pilota o auto.

Questo perché sono avvenuti gravi incidenti proprio a vetture contrassegnate con questo numero.

Anche in Formula 1 il numero 17 non esiste. Per gli appassionati di chimica il 17 è il numero atomico del cloro che di per se è un disinfettante ma preso a grandi dosi fa male.

Al numero 17 dobbiamo poi unire il giorno del venerdì ossia il “Veneris dies” giorno di Venere. E fino a qui non andrebbe male perché Venere è pur sempre dea della bellezza e dell’eros. Ma attenzione!

Per gli antichi romani era il giorno per pagare le tasse e per le esecuzioni delle condanne a morte.

E soprattutto nei paesi cristiani il venerdì (Santo) è il giorno della morte di Gesù. Passando dal sacro al profano, nella Smorfia Napoletana il numero 17 è associato “A Disgrazzia – la sfortuna – la malasorte”.

Quest’anno poi, per l’appunto, si aggiunge la scalogna alla scalogna perché è un anno bisestile che, sempre secondo noi italiani, porta parecchio male (e da quest’anno forse traballeranno anche i super razionali perché sarà difficile smentire questa superstizione).

L’anno bisestile, essendo una anno “strano” per via che ha un giorno in più , che per l’appunto cade il 29 nel mese di febbraio, mese che gli antichi romani dedicavano ai morti e ai riti per i defunti.

Analizzando tutto questo possiamo comprendere che la superstizione è una credenza popolare del tutto irrazionale e da sciocchi ma… per scaramanzia “io resto a casa” perché “meglio aver paura che buscarne!”.

Eleonora Grechi

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