SAN DONATO IN POGGIO (TAVARNELLE) – L'inaugurazione della piazza del Pozzo Nuovo a San Donato in Poggio, trasformata da parcheggio a area pedonale, avvenuta il 28 luglio scorso (clicca qui per leggere l'articolo), era stata preceduta da una settimana di lenzuolata, striscioni di protesta in paese.
Tanto che il taglio del nastro, al quale erano presenti tantissime persone, era stato particolarmente "sentito" dal sindaco Sestilio Dirindelli e dall'assessore ai lavori pubblici, sandonatino doc, Iuri Piattellini.
Sembrava che gli applausi dell'inagurazione avessero spento del tutto i "bollori". Ma si sa, San Donato è paese fatto di ardenti passioni e lingue… difficile da far star ferme. Ed ecco quindi che martedì 31 luglio in paese è stato affisso un volantino, contenente una sorta di componimento critico (firmato da un "sedicente" Gigi di Caino) nei confronti dell'amministrazione comunale.
Ve lo riportiamo qui sotto, in forma integrale, sorvolando su qualche passaggio un po'… "colorito" he non abbiamo voluto censurare.
POVERO MIO SAN DONATO!
Oh povero mio San Donato, come t'hanno rovinato!!!
Giungendo dalla strada principale, ti trovi tutt'un tratto alla biforcazione del viale, guardi e vedi un groviglio di feci in posizione verticale, uscito da chissà qual foro anale!!!
Lo chiamano dell'arte abbraccio, tutti questi scienziati d'arte, poeri bigotti!!! Sembra più un mucchio di letame che rammontato ha finito il suo viaggio, uscito da chissà quale culaccio, come suole fare l'animale e condanna i poveri abitator di San Donato a nomarsi cacator senza aver cacato.
Riguardo al transitar delle tue vie, o povero San Donato, un c'è che dirne porcherie: t'han cambiato anche il verso delle vie, sembra di girar nella bolgia di' dannato.
In questo guazzabuglio di segnali, sparpagliati qua e là, trovar parcheggio sarà una rarità e a far zig zag fra que' paletti, v'assicuro vi vedrete scemar di tre etti, tanto che ho udito dire da tre vecchietti arzilli che t'hanno già chiamato il paese de' birilli.
Per finire in bellezza questi tre galeotti, han rifatto a San Donato, un'altra piazza Matteotti, uscita, darebbe l'idea, da qualche reparto dell'Ikea.
Io che son poeta, avvezzo come sono, a cantar d'amore, nel veder questo troiaio, quasi mi stianta i' core: fra chi vuol le cose sapere, quando mi sembra più bravo a zappare un bel podere, fra chi raschia le pubbliche casse, con l'unghie e co' denti, alla faccia di noi contribuenti e chi, infine, senza pietà, spreca il nostro denaro in lavori privi d'utilità.
Mi chiedo: poero mio San Donato, che fine si farà!!!
Queste poesie l'ho scritte da quando ero bambino, un bacio e un abbraccio il vostro Gigi di Caino
di Redazione
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