GREVE IN CHIANTI – Sull’approvazione della mozione sul tema dell’esodo istriano-dalmata (centrata sull’intitolazione a Norma Cossetto di un luogo nel comune grevigiano), presentata dal centrodestra e, alla fine, approvata con i voti di gran parte della maggioranza, che in questi giorni ha registrato le posizioni della lista Viva-Cittadini per Greve in Chianti e, appunto, maggioranza di centrosinistra, riceviamo e pubblichiamo la lettera di colui che l’ha portata in consiglio comunale.
Ovvero Claudio Gemelli, Fratelli d’Italia, capogruppo di Centrodestra per il Cambiamento.
# “Il dramma delle persecuzioni istriane strumentalizzato dal centrodestra. Con l’appoggio del Pd”
# Esodo giuliano-dalmata: la maggioranza grevigiana replica alle accuse del gruppo Viva
“Nello scorso consiglio comunale ho presentato una mozione per intitolare una strada, una targa o altro luogo pubblico a Norma Cossetto, giovane studentessa violentata e uccisa nelle foibe nel 1943, “simbolo della volenza cieca che travolse la comunità italiana presente in Istria, Dalmazia e Venezia Giulia sul finire della seconda guerra mondiale”.
Alla memoria di Norma Cossetto nel 2005 è stata conferita la Medaglia d’oro al merito civile in quanto “luminosa testimonianza di coraggio e di amore patrio”.
La mozione è stata emendata dalla maggioranza e votata da tutti tranne che dai consiglieri del gruppo Viva.
Avrei preferito non intervenire sul tema, ma ora non posso farne a meno. Respingo innanzitutto qualsiasi accusa di strumentalizzazione poiché la mia mozione, già nel testo originario, era molto equilibrata.
Inoltre, se avessi voluto strumentalizzare non avrei accettato gli emendamenti e la condivisione della maggioranza o comunque sarei uscito il giorno dopo sulla stampa “gongolando” per l’approvazione della mozione presentata dal mio gruppo.
E così non è stato. La polemica l’ha invece creata il gruppo Viva.
Gli unici che hanno voluto strumentalizzare e politicizzare la discussione sono stati proprio i consiglieri di Viva che non hanno perso occasione per dimostrarsi estremamente ideologizzati anche su questioni storiche.
Piuttosto l’animo con cui ero mosso era esattamente quello di creare unità ed una coscienza veramente collettiva su una pagina di storia che per troppi decenni è stata nascosta proprio con finalità politiche da una chiara parte.
Riprendendo le loro parole, qui di imbarazzante non ci sono le mie affermazioni – tra l’altro rileggendo il loro virgolettato (comunisti titini contro italiani), lo confermo perché è esattamente quanto è davvero avvenuto al confine orientale -, bensi quella che da parte loro sembrava più una ricerca di trovare attenuanti alla cruenta realtà storica, il tentativo di snaturare il senso della mozione e di dilatarne i tempi.
Una lettura forzata dei fatti a limite del revisionismo che ha infastidito me e anche altri componenti del consiglio.
La mozione ha invece contestualizzato il periodo storico e la complessa vicenda etnica di quella zona, ma ritengo che non si possano però prendere circostanze del passato per giustificare un eccidio di massa pianificato, come se si fosse agito per vendetta (nemmeno proporzionata tra l’altro).
Ancora una volta i colleghi di Viva si dimostrano estremamente ideologizzati, di una sinistra che non ha saputo fare i conti col proprio passato. Mi dispiace ma ne prendo atto e non mi aspettavo niente di diverso.
Diversamente dalla maggioranza Pd che ha condiviso, seppur presentando emendamenti, la mia mozione, dimostrando maturità politica e storica in un’ottica di conciliazione della memoria delle vittime delle foibe.
Del resto, al contrario di quanto affermato dal gruppo Viva, sono tantissimi i comuni (da chiunque siano amministrati) che in tutta Italia ed in Toscana hanno approvato, spesso all’unanimità, la stessa mozione.
Il risultato è stato ottenuto, Greve avrà un luogo intitolato a Norma Cossetto, vittima innocente delle persecuzioni titine ed in ricordo di tutti gli infoibati e dell’esodo istriano.
Credo – e lo dico con la massima serenità – che si sia persa un’occasione per andare avanti, per rendere giustizia a quei fatti, per creare davvero quella coscienza collettiva di una memoria che ha riguardato nostri connazionali vittime di una pulizia etnica in tempo di pace.
A molti decenni di distanza e dopo aver ignorato e nascosto queste storie, ci vuole oggi la maturità per saperle riconoscere.
Chiudo qui questa polemica, che non avrei voluto leggere e che francamente non vale la pena portare avanti”.
Claudio Gemelli, capogruppo Centrodestra per il Cambiamento, Greve in Chianti
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