spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
domenica 26 Giugno 2022
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    “Il dramma delle persecuzioni istriane strumentalizzato dal centrodestra. Con l’appoggio del Pd”

    L'accusa del gruppo consiliare Viva-Cittadini per Greve in Chianti: "Non si è voluto valorizzare questa occasione per fare un’operazione civile, equilibrata e moderna di riconoscimento della nostra storia"

    GREVE IN CHIANTI – “Il consiglio comunale del 28 gennaio è stato monopolizzato dalla mozione, presentata dal gruppo di destra “Per il cambiamento – Claudio Gemelli Sindaco”, sulla figura di Norma Cossetto, giovane ventiquattrenne imprigionata, torturata e gettata nelle foibe dai nazionalcomunisti di Tito”.

    Lo dicono dal gruppo Viva-Cittadini per Greve in Chianti: “L’occasione della imminente “Giornata del ricordo” – proseguono – istituita nel 2004 per ricordare le persecuzioni e l’esodo forzato operati dagli jugoslavi contro gli italiani dell’Istria, della Dalmazia, di Fiume, (ma anche per ricordare la complessa vicenda del confine orientale) poteva e doveva essere un’opportunità preziosa per conoscere di più la storia e per approfondire un periodo buio e ancora pieno di tabù, cioè la storia dei nostri confini orientali dalla fine della prima guerra mondiale agli anni 50 del ‘900”.

    # Esodo giuliano-dalmata: la maggioranza grevigiana replica alle accuse del gruppo Viva

    La votazione della mozione (emendata) insieme al gruppo di centrodestra ha innescato una polemica rovente nel consiglio comunale di Greve in Chianti

    “Una imbarazzante presentazione della mozione da parte del consigliere di Fratelli d’Italia – accusano – rimarcava l’italianità delle vittime e il comunismo dei carnefici titini facendo quindi passare gli italiani per vittime e i comunisti stranieri per oppressori quando la realtà storica ci insegna qualcosa di molto più complesso”.

    “La storia non è una macedonia di eventi sconnessi fra di loro – rilanciano – in cui si vanno a prendere gli episodi che interessano tralasciando tutto il resto”.

    “Siamo sicuri – domandano da Viva – che il silenzio e la nebbia che hanno avvolto per decenni il dramma delle foibe e dell’esodo non nascondano tuttora i misfatti di italiani e fascisti dal 1920 in poi? Gli squadristi di Francesco Giunta già nel 1919 scatenano violenze in tutta la zona che culminano a Trieste nell’incendio dell’Hotel Balkan, la sede centrale delle organizzazioni culturali ed economiche degli sloveni”.

    “La politica di “snazionalizzazione” – dicobno ancora – attuata dal fascismo appena salito al potere nel 1922 contro le minoranze slovene e croate proibisce l’uso di lingue diverse dall’italiano nelle sedi giudiziarie e poi in tutti gli uffici dell’amministrazione e poi anche in tutti i locali pubblici e negozi”.

    “Nel 1927 – affermano – quasi tutte le 400 organizzazioni culturali, ricreative ed economiche slovene e croate ancora presenti nella Venezia Giulia, vengono soppresse da provvedimenti prefettizi e i loro beni confiscati. Vengono chiuse tutte le scuole slave e licenziato con normative del 1923 e del 1925 l’intero corpo docente slavo. Fra il 1928 e il 1930 viene operata una sorta di bonifica etnica del territorio espellendo i contadini slavi dalle terre per rimpiazzarli con coloni italiani”.

    “Non era – domandano ancora – un’occasione da non perdere per ricordare che nel 1941, insieme ai tedeschi, abbiamo invaso la Jugoslavia e ci siamo comportati con i territori occupati come i tedeschi si sono comportati con gli italiani dopo l’8 settembre 1943? Fucilazioni, rastrellamenti, rappresaglie, incendi di villaggi, deportazione della popolazione slava nei 202 campi di concentramento sparsi nelle province di Udine, Padova, Bergamo, Gorizia e nelle isole adriatiche (famigerato quello di Arbe). In appena due anni più di 50.000 sloveni hanno perso la vita o subito persecuzioni di ogni tipo da parte delle nostre truppe di occupazione”.

    “Com’è possibile – accusano – che, ovviamente non i consiglieri di destra, ma la maggioranza Pd del nostro comune non abbia voluto valorizzare questa occasione per fare un’operazione civile, equilibrata e moderna di riconoscimento della nostra storia? In numerosi altri comuni il Partito democratico ha votato contro o si è quantomeno astenuto su analoghe mozioni presentate dal centrodestra: citiamo, tra numerosi altri, i consigli comunali di Siena, Reggio Emilia, Verona, Pescara, Foligno…”.

    I consiglieri di lista Viva-Cittadini per Greve in Chianti avevano proposto questo: “Un emendamento alla mozione per ampliare il ricordo, il riconoscimento delle responsabilità, la commemorazione degli innocenti finiti negli ingranaggi della violenza e della guerra a prescindere dalla nazionalità: ma i consiglieri di maggioranza in maniera compatta l’hanno bocciata!”.

    “Con il risultato – concludono – che ancora una volta il dramma degli esuli istriani e dalmati è stato strumentalizzato per scopi non nobili e continueranno ad essere pedine di giochi fatti sopra le loro teste”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...