La barberinese Elisa Salvestrini ci racconta un’odissea surreale, “conclusasi alle due di notte”

BARBERINO VAL D'ELSA – Una storia che, la stessa protagonista, definisce "ai limiti del paradossale, avvenuta a margine di Fiorentina-Grasshopper di Europa League, giovedì scorso. Una storia per la quale la barberinese Elisa Salvestrini, come dice lei stessa, si è "vergognata profondamente di essere fiorentina ed italiana".

 

"Sotto l'occhio "vigile" di due esponenti della polizia municipale – inizia il suo racconto Elisa – abbiamo parcheggiato l'auto tra le strisce blu in via San Gervasio, pagato il parcheggio e siamo andati a vedere una (purtroppo) brutta Fiorentina. Torniamo mesti al parcheggio e l'auto non c'è più: bensì una distesa di motorini ai quali era stato riservato questo parcheggio".

 

"Sorvoliamo – dice Elisa – sulle dimensioni microscopiche dell'avviso di divieto: abbiamo sbagliato e ci avviamo sconsolati a recuperare l'auto al "deposito" nei pressi del Museo del Calcio. Come noi altri tifosi che erano già sul posto, e già 20 minuti prima avevano contattato il numero fornitoci per far rimuovere le ganasce".

 

Ed è qui che comincia l'Odissea: "Intanto – spiega Cristina – questo non è un vero deposito ma un'area parcheggio incustodita. Ci dicono che malgrado le decine di carro attrezzi circolanti, solo uno possiede le chiavi per lo sblocco. Siamo così in quest'area squallida, isolata, con bambini stremati ed infreddoliti, senza alcuna assistenza perché anche al numero di telefono fornitoci sono sempre occupati e attendiamo circa 10 minuti perché ci rispondano".

 

La tensione sale: "Con il passare non dei minuti, ma delle ore, siamo aumentati di numero ed anche la nostra collera è aumentata. La cosa grave non è tanto che ci prendessero in giro dicendoci ogni volta che il carro sarebbe arrivato in 10 minuti e che lo stavano sollecitando, ma che almeno tre delle auto rimosse sembra che fossero state in qualche modo "autorizzate" al parcheggio".

 

"Personalmente – dice – non ho chiesto ai vigili se potevo parcheggiare, ma erano davanti a me quando lo ho fatto. E se fosse stato vietato mi sarei aspettata che mi avvisassero".

 

"La vicenda – spiega ancora Elisa – si è conclusa solo alle 2 di notte (dalle 23). E noi ospiteremo in queste condizioni i Mondiali di ciclismo? Non c'era un cane che ci assistesse, nessuno parlava inglese (eccetto la sottoscritta che conosce quattro lingue), non sapevamo a chi rivolgerci. Silenziosamente e mestamente, abbiamo tutti pagato quanto richiesto. Ma prima di fare queste figuracce e trattarci così, se il Comune di Firenze ha bisogno di quattrini, non è meglio una colletta senza dover patire tutti questi disagi?".

 

Una situazione che senza mezzi termini definisce "squallida". "E quel che più mi dispiace – evidenzia – è che così è apparsa anche la mia amata città. Sono molto amareggiata: e non per la multa, ma per come siamo stati trattati dalle forze dell'ordine: dove sono i diritti e doveri morali sbandierati anche nel codice etico della Sas?".

 

"Ho una lista – conclude Elisa – con i dati delle persone che erano con noi, fra cui una famiglia tedesca che alloggiava in Garfagnana ed era venuta in città anche per Mario Gomez. Cosa che in questi giorni fanno numerosi bavaresi. Mi sforzo, anche per il lavoro che svolgo, da 30 anni per dare un'immagine migliore del nostro Paese ed in cinque minuti sembra esere stato rovinato tutto! Poi penso al presidente Rossi che ricompra le biciclette ai turisti cui erano state rubate a Viareggio… . Chissà cosa succederà per i Mondiali di ciclismo…".

di Matteo Pucci

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