TAVARNELLE – Era piena la chiesa Santa Lucia al Borghetto di Tavarnelle, nel primo pomeriggio di martedì 3 settembre.
Familiari, amici e conoscenti si sono riuniti per dare l’ultimo saluto a Piero Semplici. Nato 92 anni fa, è venuto a mancare in seguito ad una malattia incurabile, progressivamente peggiorata nell’ultimo anno. Pur mantenendo la mente lucida ed una memoria di ferro fino allo scorso luglio.
Storico maestro elementare prima a Barberino Val d’Elsa e poi a Tavarnelle, ha svolto la carica di vicesindaco nella prima giunta. Soltanto fino al 1951 quando, divenuto socialdemocratico, ha abbandonato questo ruolo. Come ricorda un ex allievo che gli era rimasto particolarmente affezionato, Fabio Toccafondi, la linea politica di Piero si basava sull’aiutare gli altri.
Ne parla con affetto anche Gino Corti, amico di Piero per 60 anni e vicino a lui fino all’ultimo momento. “Persona squisita – inizia Gino – era un uomo che ha contribuito notevolmente al settore sociale tavarnellino. Oltre a far parte del provveditorato della Misericordia, ne era anche un volontario: ricevette la medaglia d’oro come donatore di sangue”.
A ulteriore testimonianza della sua generosità sta l’impegno assunto nella seconda guerra mondiale. La figlia Grazia e la nipote Maddalena Pacciani spiegano che Piero era molto fiero della sua divisa. Spesso, commuovendosi, le intratteneva anche per ore con i racconti della guerra.
“Mio nonno – ricorda la nipote – faceva parte della Divisione Partigiana Garibaldi. Quando ci fu l’armistizio, si trovava in guerra in Montenegro. Dal momento che non arrivavano disposizioni da parte del governo italiano, le opzioni erano due: arrendersi o passare per le armi. Lui, insieme ai partigiani di Tito e ad altri italiani, continuò ad opporsi ai tedeschi. Fu portato in un campo di concentramento, dove contrasse il tifo petecchiale. Salvatosi, rimpatriò nel 1945”.
C’è un aneddoto che le fa sorridere. “Divertente – risponde Maddalena – è il racconto del suo ritorno a casa dopo la guerra. Fino a Bologna in moto e da lì su un camioncino, alle 4 di mattina suonò il campanello della zia di Firenze, che lo aprì sbalordita e felice. Dopo poche ore cercò suo suocero, tassista, perché lo accompagnasse a Tavarnelle. Infine, prima di riabbracciare la nonna Bruna, si fece annunciare, per timore che le prendesse un colpo”.
A questo ricordo Grazia sorride: “Aveva un carattere forte – ammette – ma era una persona altruista e fortemente legata agli affetti. In poche parole, possedeva tutti i valori di un tempo”.
Una grande passione di Piero era la musica classica e operistica. Ha contribuito alla fondazione tavarnellina “Amici della musica”, che ogni anno organizza dei concerti alla Pieve di San Pietro in Bossolo.
Orgogliose, Grazia e Maddalena sottolineano la collaborazione per la diffusione della pratica della musica. “Senza dubbio – conclude la figlia – l’intermezzo della Cavalleria rusticana che è stato suonato al termine della cerimonia funebre, proprio come avrebbe desiderato mio padre, ha rispecchiato perfettamente la sua personalità”.
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