Da lunedì 28 settembre Eni fissa un “tetto” al prezzo (ormai folle) dei carburanti

2,19 euro/litro per il gasolio e 1,99 euro/litro per la benzina, "per una durata iniziale di 30 giorni, con possibilità di estensione fino a fine anno in funzione del mercato e degli approvvigionamenti"

ROMA – Quello nella foto è il distributore di carburante della Eni a San Casciano, in viale Pascoli, fotografato stamani, domenica 27 settembre.

Quelli sono i prezzi al litro di oggi, con il diesel ben oltre i 2,40 euro/litro. Ma, per fortuna, da domani, lunedì 28 settembre, per 30 giorni, si tornerà un po’ a… respirare.

Eni ha infatti fissato un limite massimo (“price cap”) al prezzo dei carburanti commercializzati da Enilive pari a 2,19 euro/litro per il gasolio e a 1,99 euro/litro per la benzina (circa 17 centesimi – in media – in meno rispetto ai livelli medi attuali).

“Il “price cap” – spiega Eni – è correlato all’agevolazione fiscale sulle accise in vigore e sarà applicato a partire dal 28 settembre, per una durata iniziale di 30 giorni, con possibilità di estensione fino alla fine dell’anno in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti”.

“La contrazione dell’offerta di prodotti raffinati sul mercato internazionale – ricorda Eni – che deriva dalle crisi geopolitiche in corso, associata alla carenza di capacità di raffinazione a livello europeo (quasi 30 raffinerie chiuse negli ultimi 15 anni), ha portato i prezzi dei carburanti a livelli estremamente onerosi per le famiglie e le aziende italiane”.

“In questo contesto – si aggiunge – Eni intende dare un nuovo contributo di solidarietà al Paese, ai consumatori e alla propria clientela”.

“Che si unisce – viene ricordato – alle iniziative già intraprese dalla società dallo scorso marzo attraverso un ribaltamento solo in via parziale dell’aumento delle quotazioni internazionali sui prezzi consigliati presso i propri distributori, assorbendone così una parte significativa”.

“Eni – conclude la nota – è anche impegnata nella gestione delle bioraffinerie realizzate a Venezia e Gela, nonché nello sviluppo e trasformazione di Livorno e in altri siti sul territorio nazionale, salvaguardando l’occupazione e l’ambiente, investendo capitali significativi nel territorio e preservando capacità di raffinazione (per di più in prodotti sostenibili) che altrimenti sarebbe mancata al mercato”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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