BARBERINO VAL D'ELSA – Una tarda serata di una domenica di settembre, davanti a un circolo di un borgo di campagna, finita con due carabinieri e il loro aggressore all'ospedale.
E, ovviamente, l'aggressore arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale: processato per direttissima questa mattina, ha visto rinviare il processo a dicembre. Nel frattempo sono state emesse limitazioni alla sua libertà e alle uscite da casa.
La pattuglia della Stazione carabinieri di Tavarnelle è stata chiamata da Tignano, frazione del comune di Barberino Val d’Elsa, dopo che alla fine di una festa di famiglia un 30enne di Tavarnelle, N.J., già noto alle forze dell'ordine, aveva dato continui segni di intemperanza nei confronti di chi voleva chiudere il circolo.
Arrivati nei pressi i militari lo vedevano subito: a torso nudo, fermo sulla carreggiata, alla vista dell’auto di servizio ha subito iniziato ad urlare e porsi in un chiaro atteggiamento di sfida.
L’uomo, come detto, è noto ai carabinieri tavarnellini per avere alcuni precedenti penali alle spalle. In evidente stato di ebbrezza alcolica e senza nessun motivo, urlando frasi offensive, si è scagliato sui carabinieri tentando di colpirli con testate e pugni.
Con non poca difficoltà e dopo numerosi (e vani) tentativi di tranquillizzarlo, i carabinieri sono riusciti a bloccarlo utilizzando le manette. Ma in tutto il suo dimensarsi N.J. è riuscito a ferire entrambi i militari, con lesioni giudicate successivamente guaribili con tre giorni di prognosi.
Lo stesso aggressore è stato accompagnato presso il pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Annunziata di Bagno a Ripoli, dove i sanitari hanno deciso di trattenerlo in osservazione per il suo stato di agitazione psico-fisica. Stamani, come detto, il rito per direttissima.
di Matteo Pucci
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