“Mio figlio, ciclista, investito e ucciso al Passo dei Pecorai: sistemiamo le strade del Chianti”

Ci scrive Enrico Bertozzi, babbo di Giacomo, morto a inizio aprile: "Mettere in sicurezza tutti gli utenti dovrebbe essere una cosa normale per un Paese civile"

GREVE IN CHIANTI – A inizio aprile la morte di Giacomo Bertozzi, 37enne che viveva a Strada in Chianti con compagna e figlia, dopo lo scontro con un’auto (Giacomo era in sella alla sua bicicletta).

Il tema della convivenza fra ciclisti, auto, moto, mezzi pesanti, sulle strade chiantigiane, è da sempre all’ordine del giorno.

Così come lo è quello sul fondo stradale, sulle protezioni a bordo strada, la cartellonistica.

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A questo proposito riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Enrico Bertozzi, babbo di Giacomo.

Buongiorno, sono il babbo di Giacomo Bertozzi, investito mentre era in sella della sua bici da strada al passo dei Pecorai il primo aprile, con esito, purtroppo, mortale.

Anche con il vostro contributo, cerchiamo di  sistemare per bene la segnaletica, dove si indica la presenza di ciclisti sulle splendide strade chiantigiane.

Splendide per i luoghi che attraversano, borghi conosciuti in tutto il mondo, il manto stradale, penoso in molti tratti.

Mettere in sicurezza tutti gli utenti, dovrebbe essere una cosa normale per un Paese civile un buon biglietto da visita in ottica turismo. Certamente, il tutto, mirato a salvare vite umane.

Quindi, per favore, date un input alle amministrazioni competenti per fa sì che tutto questo non rimanga un sogno, bensì realtà.

Grazie per l’attenzione. 

Enrico Bertozzi

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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