Siamo andati a San Donato in Poggio a incontrarlo: “Io ho la coscienza a posto”

SAN DONATO IN POGGIO (TAVARNELLE) – Il giorno dopo la notizia del sequestro di un allevamento di cavalli a San Donato in Poggio (clicca qui per leggere l'articolo), siamo andati a parlare con il titolare.

 

Al quale, dopo un accertamento da parte degli uomini del Corpo forestale dello Stato, sono state contestate delle irregolarità nella detenzione di alcuni cavalli, intando costandogli una denuncia per maltrattamento e una sanzione di 2.500 euro.

 

L’indagine condotta dal Comando Regionale Toscana del Corpo forestale dello Stato è partita dopo il rinvenimento di una carcassa di un cavallo sotterrato nei pressi del confine dell’allevatore; cavallo che è stato appurato essere privo di microchip per l’identificazione. Da quell’episodio sono scattati accertamenti che si sono poi concentrati nel vicino allevamento.

 

"Venga pure a trovarmi – ci dice per telefono il proprietario dell'allevamento – così potrà vedere con i suoi occhi se i cavalli sono maltrattati".

 

Raggiungiamo il posto percorrendo una strada che porta in un’area in mezzo al bosco. I cavalli sono divisi in un ampio spazio, tutti hanno un bidone con l’acqua e il fieno, il terreno è pulito. Nelle vicinanze un capannone industriale, dove probabilmente trovano ospitalità. Non scattiamo foto visto che l'area è attualmente sotto indagine.

 

"Sono qui da solo una settimana – ci dice – guardi pure, le sembrano cavalli maltrattati? Sì, qualcuno è magro, come quei tre che vede, ma è come succede agli esseri umani, ci sono persone grasse e magre".

 

Le sono contestate accuse molto serie, macellazione clandestina, allevamento illegale di cavalli da corsa a fine carriera e il rinvenimento di una carcassa di un cavallo privo di microchip…

"Quello che vede sdraiato è un purosangue che mi è stato regalato quattro mesi fa, lo volevano macellare perché ha una zampa rotta (il cavallo rimane per terra, ha una specie di ingessatura alla zampa anteriore). Sono consapevole del suo stato di salute, comunque è munito di microchip; poi c’è un mio puledro di due anni con microchip, una cavalla di 25 anni senza microchip che mi è stata regalata e sto facendo la documentazione per  regolarizzarla tramite l’APA. L’altra cavalla di 20 anni, magra lo so, regalatami da una signora con tanto di documentazione; un cavallo da concorso con  documentazione e contratto di comodato d’uso; un altro cavallo da concorso con documenti. Un puledro e altro puledro, anche questo regalato".

 

Adesso cosa succederà a questi cavalli?

"Li hanno messi sotto sequestro e nei prossimi giorni verranno portati via tutti. E quello che avevo salvato con la zampa rotta hanno intenzione di macellarlo!".

 

Si parla anche di un cavallo rinvenuto sotto terra, privo di microchip.

"Ecco, questa è la cosa che mi fa davvero arrabbiare. Chi può dire che quello era un mio cavallo? Tra l’altro non era sul mio territorio. Dove sono le prove? Mi hanno visto sotterrarlo? No. Qualcuno può averlo portato lì chissà da dove. Anche a me è morto un cavallo, ma ho avvisato il veterinario e ho pagato 240 euro per lo smaltimento da parte di una ditta specializzata di Ravenna. Che mi ha rilasciato i documenti della cremazione. Poi macellazione abusivo… ma via: le sembra che qui si macelli i cavalli?".

 

"Sono quarant’anni – conclude – che possiedo questo tipo di animali, ho la coscienza a posto e nonostante ciò ora mi trovo coinvolto in questa storia incredibile. Comunque saranno i miei avvocati d’ora in poi a tutelarmi e fare luce sulle accuse che mi sono state fatte".

di Antonio Taddei

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...