Oggi una delegazione di tavarnellini a Longarone: per un legame saldissimo nel tempo

TAVARNELLE – La vedete ritratta nella foto qui sopra, davanti davanti ai tre cipressi portati da Tavarnelle e piantati vicino al monumento della solidarietà a fianco della chiesa di Michelucci.

 

Si tratta della delegazione di Tavarnelle che oggi, insieme al vicesindaco David Baroncelli (primo da sinistra), è andata a Longarone per rendere omaggio e partecipare alle celebrazioni per i 50 anni dalla tragedia del Vajont.

 

Era il 9 ottobre del 1963 quando un pezzo del monte Toc si staccò e precipitò nell'invaso artificiale realizzato grazie alla diga più grande (ai tempi) d'Europa.

 

Una diga contro la quale si era battuta la popolazione, i contadini di Longarone, Erto, Casso. Gli stessi che vennero falciati via dalla potenza dell'acqua.

 

Una diga contro la quale una delle poche voci ad uscire cristallina all'interno del panorama dell'informazione (allora molto ridotto rispetto ad oggi…) fu quella di Tina Merlin, ai tempi giovane cronista de L'Unità.

 

Una diga figlia dell'arroganza dell'uomo nei confronti di una natura che aveva dato più volte segnali di "rigetto". Ma anche di una fame di energia bulimica, totalizzante, quella della società energetica Sade.

 

Furono quasi duemila le vittime: intere famiglie distrutte, nomi cancellati per sempre dalla geografia familiare di un mondo in cui tutti ci si conosceva, corpi mai più ritrovati.

 

E Tavarnelle ha sempre avuto un legame saldo, stretto con questa comunità. Nato grazie a una maestra, Anna Cetica, che fin da subito portò la solidarietà sua e della gente di tavarnelle a quei paesi straziati.

 

Un'amicizia oggi ancor più salda: non più tardi di dieci giorni fa un'altra delegazione di tavarnelle era salita fino a Longarone per la maratona in ricordo del disastro (clicca qui per leggere l'articolo e vedere le foto).

 

Un'amicizia che verrà messa anche "nero su bianco", con un libro che sta verrà presentato nelle prossime settimane: perché a Tavarnelle la tragedia del Vajont ha un significato davvero particolare.

di Matteo Pucci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...