FIRENZE-SIENA – Una idea che pareva destinata a rimanere chiusa un cassetto e che, invece, si è riaperto?
Il DL Infrastrutture potrebbe fornire una sponda ad Anas per riprendere nel progetto della Firenze-Siena a pagamento.
Un’idea a dir poco surreale, come lo era stata anni fa prima di essere respinta da un intero territorio. Una strada che avrebbe bisogno ancora di tantissimi investimenti per essere davvero considerata sicura e moderna.
Una fra le prime voci ad alzarsi in opposizione a questa ipotesi è quella di CNA Fita Toscana: “Prima la Fi-Pi-Li – spiegano dall’associazione – ora le strade gestite da Anas. È quanto è emerso negli ultimi giorni con il DL Infrastrutture che, concedendo ad Anas la possibilità di costituire una nuova società delle strade, apre alla possibilità di introdurre pedaggi. Se ciò si verificasse, per la Toscana le tratte interessate dalla misura sarebbero tre: Autopalio, Siena-Grosseto e Siena-Bettolle”.
“Detto in altre parole – proseguono andando a toccare il loro punto di interesse più diretto – si paventa il rischio dell’ennesima tassa per i mezzi pesanti. Come se i recenti rincari del carburante e dell’Adblue non fossero già abbastanza. Siamo pronti a scendere in campo con tutti i mezzi a disposizione per difendere la categoria di coloro che, trasportando beni essenziali, sono un volano dell’economia del nostro Paese”.
“E ancora una volta – riprendono – vogliamo ribadire il messaggio, che risulta avere difficoltà ad essere recepito: le aziende che l’associazione rappresenta sono per strada non per svago ma per espletare il proprio lavoro, rifornire gli insediamenti produttivi. Non riconoscere la loro rilevanza socio-economica e limitarsi ad addossare loro la colpa del traffico o dell’usura della strada, inserendo ancora una volta tratti di strade a pagamento, è profondamente ingiusto”.
“Ma la preoccupazione – rilancia la Fita CNA – non si limita ai soli trasportatori: mentre per l’incomprensibile ipotesi del pedaggio sulla Fi-Pi-Li sollevata da Regione Toscana e Città Metropolitana di Firenze prevedeva una tassazione solo per il trasporto pesante, la costituzione di un nuova società all’interno di Anas interamente controllata dal ministero dell’Economia rischia di trasformarsi in un ulteriore balzello per tutti i cittadini”.
“Mettere a pagamento un’infrastruttura – dichiara il presidente di Fita CNA Toscana Michele Santoni – è una scelta politica del tutto legittima, ma solo quando questa è già terminata ed operativa. Il raccordo Siena- Firenze è tempestato da cantieri infiniti, con scambi di carreggiata estremamente pericolosi e con perdite di tempo incredibili”.
“La Siena-Grosseto – rincara – deve essere ancora completata dopo anni ed anni di attese, inserita nel progetto Due Mari di cui ormai si parla da più di 50 anni. In un momento particolare come l’attuale, sentir parlare di pedaggi su superstrade e raccordi autostradali lo trovo dannoso ed irrispettoso verso un mondo lavorativo che sta cercando con tutte le forze di sopravvivere, nel senso letterale del termine”.
“Per di più – conclude Santoni – se si vuole procedere a rendere le strade a pagamento, deve essere offerta un’alternativa. Monitoreremo la vicenda come abbiamo sempre fatto, sperando che le nostre preoccupazioni risultino infondate, ma allo stesso tempo siamo pronti a far sentire la nostra voce con tutti i mezzi di cui disponiamo”.
Fra i sindaci del territorio, il primo a prendere la parola è quello di Barberino Tavarnelle, David Baroncelli, che nel 2019 fu fra i promotori della protesta anti-pedaggio da parte delle istituzioni locali.
“Non possiamo stare in silenzio e non commentare nuovamente quanto paventato – dice Baroncelli – Il pedaggio non rappresenta una soluzione ma semplicemente un pagamento ulteriore di problemi irrisolti da sempre”.
“La Siena-Firenze – ricorda – attraversa il secondo distretto industriale e artigianale della Toscana, Barberino Tavarnelle e Poggibonsi, attraversa il Chianti e la Valdelsa, si prenda atto che abbiamo bisogno di progetti veri non di sciocchezze di questo genere”.
“No pedaggio – conclude – Punto. Parliamo di cose serie. Una volta almeno per favore”.
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