SAN DONATO IN POGGIO (TAVARNELLE) – E poi… capita: capita che nel nostro territorio, in una zona artigianale come quella di San Donato in Poggio, mentre in sottofondo senti suonare le campane della Pieve romanica e di fronte vedi il borgo di Barberino, di incontrare una vera azienda. Di "taglio europeo" la potremmo definire.
Ci sediamo con Gianluca Piccioli, tavarnellino doc, creatore e oggi amministratore della Intersys, nel suo ufficio affacciato sulla campagna: "Per tanti anni – ci racconta – ho lavorato in aziende private. Nell’Axis, alla Sirio Panel di San Casciano. Poi alla Marconi quando rilevò la Sirio Panel. Sono tornato e sono andato alla Consilium Selesmar".
"Poi – dice – insieme a Paolo Fantin, decidemmo di metterci insieme a fare qualcosa. Era il 1998 e nacque la Intersys nel 1998: ci occupavamo di retro illuminazione per cristalli liquidi. Si lavorò per la Ducati, l’Aprilia…".
Una parteza comune a tante piccole e medie imprese del sistema-Italia. Qui però si è cambiato marcia: "Iniziammo con il settore ferroviario – racconta ancora Piccioli – in particolare pulsanteria e retro illuminamento. L’azienda è cresciuta soprattutto a partire dal 2007: tanto che nel 2009 siamo stati acquisiti da un fondo italiano di private equity, proprietario di svariate aziende in vari settori".
"Nel ferroviario – ci spiega – hanno acquisito noi e due aziende di Caserta: una fa testate in vetroresina e una le manutenzioni di treni. Noi lavoriamo per i costruttori (Bombardier, Ansaldo, …) e Trenitalia: quindi sul nuovo, sulla manutenzione e sulla ricambistica. il lavoro? non manca: ogni normativa che viene con il mutare delle esigenze della sicurezza implica inserimenti nuovi e implementazioni. Ad esempio entro il 2020 servono impianti anti incendio su tutti i treni, compresi quelli vecchi. La gestione in sicurezza delle porte, …".
"Si lavora anche con il nord Europa – prosegue Piccioli – tecnologicamente abbiamo un prodotto migliore in Italia, loro sono indietro. Ad esempio sull’illuminazione a led, su cui in Germania non hanno niente, siamo stati i primi a sviluppare i treni con questa tecnologia".
Intersys quindi, insieme a Contact e Production, è stata rilevata dal fondo di private equity DGPA, entrando a far parte di un sistema: "Facciamo una buona parte del treno – ricorda Piccioli – dal pantografo alle toilette, all’illuminazione, alla testata. Siamo tornati adesso da una fiera a Mosca: entro dicembre sarà aperta un’azienda a Ulianov e lì, negli stabilimenti della Millennium Invest, verranno prodotti pantografi, toilette e illuminazione. Noi facciamo la parte più tecnologica e di know how: il primo anno si costruisce qui e assemblano là, dal secondo anno vogliono anche costruire. Con personale anche da qui".
Oggi quante persone occupa la Intersys? "Qui siamo 40 persone – risponde Piccioli – e un indotto di 250 persone. L‘80% sono laureati, il resto sono diplomati. Seguiamo tutte le fasi del processo produttivo, dallo sviluppo alla prototipazione, alla costruzione e industrializzazione".
Poi, il tasto dolente: "Il problema maggiore che dobbiamo affrontare? L'accesso al credito. La situazione generale è difficile, noi stiamo crescendo con aumenti di fatturato del 50-60% all’anno. Lavoriamo per aziende private che però aspettano sempre i soldi da qualche componente pubblica (Governo, Regioni, …). Spendiamo il 20-25% del fatturato in ricerca e sviluppo. Abbiamo collaborazione con l’università tedesca per l’illuminazione al laser; rapporti con il Politecnico di Milano sui pantografi. Abbiamo un oggetto unico: la gestione continua della spinta del pantografo, adattato in base alla linea e alla velocità del treno. Per lavorare in questo modo serve investire: e quindi credito. Ma con le banche si lavora davvero male in questo periodo".
Intersys opera in Italia, Spagna, Danimarca, Russia, Germania, sta aprendo una commessa per il miglioramento di una metropolitana a Il Cairo. L‘80% dei dipendenti è della nostra zona.
"Nei prossimi anni – conclude Piccioli – toccheremo 12 milioni e mezzo di fatturato, poi 15 milioni e mezzo. Hanno chiuso talmente tante aziende che stiamo rilevando anche alcuni progetti… .Se vuoi crescere in questo settore devi essere competitivo per gestire certe gare e certi prodotti. Noi cerchiamo di farlo: ogni giorno".
di Matteo Pucci
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