BARBERINO VAL D'ELSA – Dopo le critiche del MoVimento 5 Stelle di Tavarnelle e Barberino Val d'Elsa sul funzionamento del cosiddetto Demourp barberinese (clicca qui per leggere l'articolo), arriva la replica dell'amministrazione comunale.
“Il Demourp – esordisce l'amministrazione comunale è un’organizzazione degli uffici Anagrafe e Informazioni che esiste dal 2010 ed è il risultato di un’analisi dei flussi di accesso dei cittadini agli uffici medesimi".
"Eccetto un iniziale e comprensibile periodo di assestamento – spiegano – da tre anni non registra particolari criticità né significative lamentele da parte dell'utenza. Anzi è apprezzato il fatto che a Barberino a differenza di molti altri comuni limitrofi, tra cui quello di Tavarnelle, tale organizzazione consente di mantenere aperti al pubblico i servizi demografici anche il sabato mattina".
"Ecco perché – rilanciano – la domanda da porre ai grillini sporge spontanea: ma come si fa a tenere chiuso l'ufficio Anagrafe proprio il sabato mattina, giorno in cui è più semplice e comodo per un cittadino recarvisi perché di norma il sabato è un giorno non lavorativo?".
"Naturalmente – ammettono – il caso singolo del disservizio non lo si può escludere totalmente e quello citato ne è la prova, ma questo è ben lungi dal significare un disservizio così come dipinto dai grillini di Tavarnelle. E' singolare infatti che le lamentele dei cittadini di Barberino anziché essere riportate al sindaco o al responsabile del servizio siano esposte ai rappresentanti del MoVimento 5 stelle, per di più di Tavarnelle".
"Anche perché – rilancia l'amministrazione comunale – in base alle informazioni ricevute dai responsabili degli uffici sui protocolli dei due Comuni non è possibile evidenziare se sono relativi a cittadini di Barberino o di Tavarnelle perché, nel protocollo, il mittente viene identificato solo con nome e cognome, non con l’indirizzo. Inoltre per gli accessi al front office, le telefonate, i contatti via e-mail, non esistono rilevazioni dei dati e quindi le considerazioni fatte nell’articolo possono essere frutto solo di dati empirici".
"E' quindi impossibile – dicono ancora – ricostruire la provenienza dei cittadini, se siano cioè di Tavarnelle o Barberino: chi si presenta allo sportello per chiedere informazioni, servizi o assistenza, non è tenuto a dichiarare se residente in un comune o nell’altro".
Poi un po' di numeri: "Sempre attraverso un controllo effettuato dagli uffici abbiamo rilevato 164 protocolli in entrata nel periodo 1 gennaio-30 settembre 2013 riferiti a persone residenti a Barberino, mentre il mercoledì ne sono stati consegnati complessivamente 18 e la maggioranze è relativa al giovedì, giorno di mercato, da parte di cittadini che risiedono nelle aree limitrofe di Tavarnelle come Marcialla, Tignano, Prumiano, San Lorenzo a Vigliano".
"Quindi viene da pensare – sottolineano – che più che evidenziare una lamentela per un disservizio, cosa che tra decine di domande, telefonate, e-mail al giorno rivolte all'ufficio può purtroppo sempre capitare, sembra piuttosto essere di fronte a una strumentalizzazione di tipo politico o, peggio ancora, rappresentare la difesa di qualche interesse di bottega".
"Comunque – concludono – il caso è stato trasmesso al responsabile dell'ufficio al fine di verificare che il servizio sia svolto al meglio nell'interesse dei cittadini e del buon nome dell'Amministrazione. Su una cosa possiamo concordare con i grillini locali: che si dovrà pervenire ad un orario il più possibile unico, vista la forte integrazione di molti servizi fra i due Comuni. Ma questo non vuol dire allinearsi all'orario degli uffici di Tavarnelle bensì trovare le forme più idonee che rispondano alle diverse abitudini dei rispettivi cittadini”.
di Redazione
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