Covid-19 in Toscana, studio di ARS: “Coi vaccini evitati 700mila contagi, oltre 26mila ricoveri, 12mila decessi”

L'Agenzia Regionale di Sanità: "Riduzione del 53% dei contagi, del 69% delle ospedalizzazioni, del 71% dei ricoveri in terapia intensiva e del 79% dei decessi. Efficacia evidente"

FIRENZE – Partiamo dalle conclusioni, tracciate da Francesco Profili, che per conto dell’Agenzia Regionale di Sanità (ARS) della Toscana, ha elaborato un approfondito studio (lo trovate qui nella sua forma integrale) sull’impatto della vaccinazione anti Covid-19 in Toscana.

“È ormai consolidata – scrive Profili – l’evidenza sull’efficacia dei vaccini anti-SARS-CoV-2 in uso nel prevenire l’infezione e le forme gravi di malattia”.

“Alla fine di dicembre 2020 – ricorda – è stata avviata la campagna vaccinale contro il Covid-19, dando priorità alle fasce d’età più anziane, per cercare di abbassare fin da subito il rischio di ricovero e decesso nella popolazione generale, i due outcome sui quali i vaccini in uso si sono dimostrati più efficaci, nonostante l’insorgenza di nuove varianti. Sono infatti gli anziani la fascia della popolazione che contribuisce maggiormente all’impatto sugli ospedali e che subisce gli esiti peggiori in termini di letalità”.

“Per tutto il 2021 l’epidemia non si è mai arrestata – prosegue Profili – pur scendendo di intensità durante alcuni periodi e, con l’avvento della variante Omicron a dicembre 2021, ha subito una nuova forte accelerata, che ha comportato un numero di contagi mai raggiunto prima, capace nel solo mese di gennaio 2022 di produrre un numero di infezioni superiore a quello osservato durante tutto l’anno precedente”.

“Senza i vaccini – puntualizza – l’impatto di questi contagi sui servizi ospedalieri e sulla salute delle persone sarebbe stato decisamente superiore. E non sarebbe stato possibile affrontare quelle fasi, e quella in cui ancora oggi ci troviamo, senza introdurre limitazioni più stringenti alle attività”.

“Nonostante l’incidenza abbia raggiunto i massimi livelli – ribadisce – i tassi di ospedalizzazione, ricovero in terapia intensiva e decesso associati al Covid-19 non hanno raggiunto i livelli osservati a inizio del 2021, grazie all’effetto protettivo dei vaccini. Il numero relativo di eventi evitati è leggermente più alto nel Centro e Nord del Paese, dove sono state raggiunte coperture vaccinali più elevate e in modo più tempestivo rispetto al Sud”.

“Pur con alcuni limiti residui – scrive ancora Profili – riportati in introduzione e relativi alla mancanza di valutazione dei benefici indiretti della vaccinazione e dei potenziali scenari alternativi a livello normativo, questa analisi offre una misura tangibile del contributo dei vaccini in termini di riduzione del carico ospedaliero e di vite umane salvate dagli effetti letali del contagio”.

“La Toscana – certifica – è, grazie ai livelli raggiunti dalla copertura della campagna vaccinale nella popolazione, tra le regioni che hanno beneficiato di più degli effetti protettivi forniti dai vaccini, che stanno oggettivamente permettendo di convivere maggiormente con l’epidemia, rispetto al 2020, evitando di sospendere o limitare nuovamente molte attività (ad esempio scuole, ristorazione, commercio, sport, spettacolo)”.

I dati

“Nella nostra regione – scrive Profili analizzando i dati – il beneficio apportato dalla campagna di vaccinazione è in linea con quello stimato a livello italiano. Nel periodo considerato abbiamo evitato circa 677mila contagi, 26.500 ricoveri, 3mila ricoveri in terapia intensiva e 12.500 decessi”.

“Si tratta – specifica – rispetto agli eventi attesi sulla base dell’andamento dell’epidemia, di una riduzione del 53% dei contagi, del 69% delle ospedalizzazioni, del 71% dei ricoveri in terapia intensiva e del 79% dei decessi”.

“Senza i vaccini – calcola infine – nella nostra regione avremmo avuto quasi 1 milione e 300 mila contagi nel periodo considerato, contro i poco meno di 600mila osservati, circa 38.500 ricoveri (contro i poco meno di 12mila osservati), 4.300 ricoveri in terapia intensiva (contro i quasi 1.300) e quasi 16mila decessi (contro i 3.300 circa osservati)”. 

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