BARBERINO VAL D'ELSA – Le elezioni amministrative del maggio 2014 iniziano a farsi pressanti, e nei comuni chiantigiani (tutti alle urne tranne Impruneta) le candidature a sindaco… iniziano a vennire fuori.
In questa intervista esclusiva al Gazzettino del Chianti è il turno di Giacomo Trentanovi, 37 anni, attuale consigliere comunale di maggioranza, a sciogliere le ultime riserve e a dire che sì, lui… è pronto.
Trentanovi, a sei mesi dalle elezioni amministrative a Barberino Val d'Elsa può sciogliere definitivamente le riserve sulla sua candidatura?
"Ho riflettuto a lungo su questa richiesta che mi è arrivata da molte parti, non ultima una raccolta di firme che mi ha fatto molto piacere. Prima di prendere una decisione così importante ho voluto verificare l’esistenza delle condizioni, a partire dalla verifica di un sostegno diffuso: la mia candidatura non deve rappresentasse un fatto personale ma un progetto collettivo. Una grande soddisfazione è stata riuscire ad aggregare un gruppo di giovani e giovanissimi che in tempi come questi è un bel segnale di speranza. A questo punto posso sciogliere la riserva, mi metto a disposizione della coalizione di centrosinistra e della comunità di Barberino".
Se come si presuppone si andasse a primarie fra lei e Silvano Bandinelli avremo una "gara" senza candidati Pd. E lei, da indipendente come è entrato in consiglio comunale, non rischia di essere per induzione il candidato del Partito democratico?
"La domanda dovrebbe essere rivolta al Pd. Io personalmente vorrei rappresentare tutti i cittadini che si riconoscono nella coalizione di centrosinistra di Barberino che sono molti di più di quelli che hanno votato il centrosinistra alle ultime elezioni politiche. Il nostro gruppo vuole rappresentare persone con orientamenti diversi ma che hanno riconosciuto il buon lavoro fatto in questi anni dal centrosinistra in molti campi, pur con i dovuti problemi che resteranno aperti. La mia proposta è una novità rispetto a quella di un rappresentante di un partito: un’alleanza tra partiti e cittadini che non ne fanno parte. I partiti da soli rischiano di non farcela, lo stesso i cittadini che da soli non vanno oltre la sola protesta: la formula giusta è metterli assieme. In questa logica se il modo in cui si deciderà la candidatura dovessero essere le primarie lavorerò perché siano aperte, sia per quanto riguarda le candidature che per chi ha il diritto di votare".
Teme che il lavoro coordinato dei due circoli del Partito democratico (di Tavarnelle e Barberino) possa portare a tentativi di "ingerenza" da parte di Tavarnelle nel percorso barberinese?
"Non credo e comunque anche in questo caso la domanda dovrebbe essere rivolta al Pd; anche se quello che succede all’interno dei livelli locali del maggiore partito della coalizione è certamente importantissimo. Colgo l’occasione per fare i miei migliori auguri ai gruppi dirigenti rinnovati dei due circoli, dovremo affrontare assieme il futuro in uno spirito di collaborazione per il bene dei nostri territori".
Anche per lei sarà una campagna elettorale in cui il tema della fusione con Tavarnelle sara' bandito?
"Non mi piace come è stato affrontato fino ad oggi il tema e quindi non mi iscrivo allo scontro tra guelfi e ghibellini, noi siamo in una situazione in cui non possiamo permetterci nessun tabù. Su questo tema credo che in particolare l’opposizione barberinese stia continuando a sbagliare dicendo un no assoluto pregiudiziale, che per me è anche un modo di mettere un tappo ad una discussione che invece interessa ad una parte del loro elettorato. Il progetto di Obiettivo Comune di Barberino solo contro il resto del mondo non è più realizzabile e per loro è già una sconfitta: è il segno che dieci anni fa il centrosinistra seppe guardare avanti nella giusta direzione".
Invece…
"La questione è questa: da luglio noi dovremo associare con Tavarnelle (e San Casciano) il 90% dei servizi fondamentali, dal prossimo maggio il nostro Comune dovrà operare con fortissime difficoltà con un consiglio comunale composto da sette consiglieri e tre assessori (i famosi tagli alla politica di Calderoli). In Toscana c’è chi sta facendo questo percorso anche ottenendo grandi benefici economici. Un politico locale e chi si candida a rappresentare i cittadini ha il dovere di raccontare alla propria comunità come stanno realmente le cose. Per cui nella mia campagna il tema sarà presente ma con la precisazione che se vincerò io questa campagna elettorale non sarà il momento decisivo ma solo l’inizio di una discussione, a decidere saranno successivamente i cittadini di Barberino e Tavarnelle con un referendum: per discussioni così importanti la decisione deve essere allargata a tutti i cittadini ed una campagna referendaria è lo strumento giusto per discutere approfonditamente un singolo argomento così importante".
Quali quindi le tre priorità barberinesi che, ad oggi, indicherebbe ai primi posti di un suo programma?
"Lo scenario di crisi in cui ci troviamo ci chiede di ripensare molte delle certezze che abbiamo avuto finora. Ci troviamo in una condizione difficilissima per cui aumentano i bisogni e diminuiscono le risorse per affrontarli. La grande sfida sarà quindi riuscire a trovare soluzioni con i minori mezzi di cui disponiamo, ma sono fiducioso che le nostre comunità operose e mature saranno all’altezza di questa sfida. I temi quindi sono tantissimi: i servizi di prossimità per le frazioni, al miglioramento dei servizi, l’innovazione tecnologica, la riorganizzazione, le questioni poste dai referendum. Proverò ad elencarne tre ma senza volere escludere le altre".
Partiamo dalla prima…
"Lavoro e occupazione. Dobbiamo fare tutto quello che è possibile per creare le condizioni per continuare a far investire nei nostri territori. In questa ottica la formazione ed istruzione saranno determinanti. Le amministrazioni attuali hanno investito tantissimo ed oggi siamo all’avanguardia sugli edifici scolastici, in futuro dovremo occuparci più della formazione: il destino dei nostri ragazzi dipenderà in larga parte da questo".
Secondo punto…
"La questione sociale che vede in primo piano la lotta alle vecchie e nuove povertà ed all’emarginazione ed il sostegno ai soggetti non autosufficienti, in particolare anziani e la "diversabilità". Sono temi su cui i margini di manovra si riducono continuamente e su cui dovremo provare a far fronte anche con le grandi energie positive dei nostri territori".
Infine…
"La questione ambientale: l’opposizione a progetti non compatibili con il contesto e potenzialmente dannosi per la salute dei cittadini, dei lavoratori e dell’economia dell’intera zona sarà netta. Sul CO2 vicino a Vico d’Elsa e sulla richiesta di ampliamento dell’attività della Ecos dovremo far arrivare nelle sedi competenti l’opposizione delle comunità locali. Ma dobbiamo anche stare ben attenti a non creare inutili difficoltà alle tante aziende che sono la ricchezza del nostro territorio per colpire poche attività inadatte: non buttiamo via il bambino con l’acqua sporca".
di Matteo Pucci
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