Questa sera assemblea nella frazione. Presenti sindaco e direttore generale dell’istituto di credito

SAN DONATO IN POGGIO (TAVARNELLE) – ChiantiBanca in un nuovo rapporto con la comunità di San Donato in Poggio, attraverso servizi e strumenti sempre più in sintonia con i tempi.

 

E' questo uno dei temi che saranno affrontati nel corso della riunione che si terrà oggi, martedì 14 gennaio, alle 21 al circolo La Filarmonica nel borgo chiantigiano.

 

Una serata in cui si affronteranno varie questioni relative alla frazione fra cui la revisione del servizio bancario inserita nel piano triennale di ChiantiBanca che in realtà riguarda tutta la rete sportelli e non solo quello di San Donato in Poggio.

 

Serata che si terrà alla presenza del sindaco di Tavarnelle Sestilio Dirindelli e, su invito dello stesso primo cittadino, del direttore generale di ChiantiBanca Andrea Bianchi (in foto sopra). Presenti inoltre i rappresentanti del mondo dell'associazionismo sandonatino.

 

“E' un incontro che segue quello della settimana scorsa da noi organizzato – spiega il sindaco Sestilio Dirindelli – L’iniziativa servirà a far chiarezza ed informare correttamente sulle novità che interessano la filiale di San Donato in Poggio. E' in atto, infatti, una riorganizzazione che mira, attraverso un percorso graduale, ad introdurre strumenti e modalità di accesso ai servizi bancari in forma automatizzata".

 

"Un obiettivo chiaro, quello di ChiantiBanca – dice il primo cittadino di Tavarnelle – istituto di credito radicato nel nostro territorio che promuove e sostiene con grande sensibilità, che punta a rinnovarsi, a sperimentare nuove soluzioni partendo da un piccolo borgo dove i cittadini, inclusi i più anziani, potranno contare sul nuovo binomio tecnologia-consulenza proposto da ChiantiBanca".

 

"Abbiamo accettato volentieri l'invito a partecipare all'iniziativa – dice il direttore generale di ChiantiBanca Andrea Bianchi – per chiarire qualche equivoco sorto di recente, sottolineare che ChiantiBanca non abbandona il territorio e soprattutto spiegare le nuove modalità per effettuare le operazioni bancarie elementari che, ancorché decise, saranno introdotte con gradualità e tutta l'assistenza necessaria alla clientelela".

 

"Non esiste – prosegue Bianchi – per noi, alcuna questione San Donato, ma una strategia aziendale complessiva, frutto di un'attenta riflessione del consiglio di amministrazione, su come continuare a fare banca di comunità alla luce delle sfide che il contesto continua a presentare ma anche sfruttando le opportunità offerte dalla tecnologia disponibile per un servizio migliore e più conveniente per tutti".

 

"Per noi oggi – continua Bianchi – fare la banca di credito cooperativo significa, come da sempre, comprendere le esigenze delle comunità in cui si opera e cercare di rispondervi con servizi mutualistici adeguati ed erogazioni di beneficenza sostenibili. Ma, soprattutto, significa garantire rubinetti del credito aperti, in particolare nel momento di grande difficolt àcome l'attuale".

 

"Per l'assolvimento di queste prerogative – sottolinea – prioritarie solo per una banca che guarda davvero all'economia reale, occorre mantenere un patrimonio ben solido attraverso un adeguato flusso reddituale. La ricerca di un reddito sufficiente, in particolare ai tempi della crisi, passa necessariamente da una razionalizzazione dell'intera struttura di costo, anche della struttura commerciale, assieme ad una modernizzazione del sistema di erogazione del servizio".

 

"Dall'innovazione organizzativa e commerciale la banca – rilancia – trae beneficio sul piano dei costi e libera personale dalle tradizionali operazioni di cassa ridestinandolo a servizi di consulenza, ad esempio in materia di finanziamenti ed investimenti. A San Donato come altrove si tratta quindi di sperimentare, a partire dal mese di gennaio, da un lato lo svolgimento dei servizi di incasso e pagamento attraverso macchine (i cosiddetti ATM intelligenti); dall'altro i servizi di consulenza potranno essere forniti da un team abilitato ad attività fuori sede".

 

"A pochi chilometri di distanza, inoltre – ricorda – per operazioni meno ricorrenti (quali investimenti e finanziamenti) ricordo che sono operativi due nostri sportelli pienamente strutturati. Chiediamo quindi alla clientela solo di acquisire nuove abitudini operative, comunque molto semplici, più convenienti anche per loro, con gradualità e con l'ausilio comunque del consueto apporto cordiale e professionale del nostro personale".

 

"Si tratta di un modello di servizio nuovo per noi – conclude Bianchi – forse all'avanguardia per il Credito Cooperativo (che nel suo insieme in ritardo), ma non certo una novità per il Sistema bancario nazionale. Se il nostro Paese vuole considerarsi in Europa, o comunque fra i Paesi evoluti del mondo, non può permettersi un sistema bancario che opera ancora in modo tradizionale, suscitando crescenti giudizi di inefficienza. E, ripeto, ciò vale anche per tutta la rete sportelli di ChiantiBanca, non solo per San Donato".

di Redazione

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