Intervista esclusiva: “Le primarie fra sindaco e vice non sarebbero state costruttive”

TAVARNELLE – E' stata una scelta dolorosa, sofferta, presa per motivi di unità e di coesione. Del partito e della comunità tavarnellina. Perché non si formassero squadre o fazioni e perché si rispettasse un lavoro durato quasi cinque anni.

 

Una scelta che ha "disinnescato" le primarie a Tavarnelle, lanciando la candidatura unica del vicesindaco David Baroncelli.

 

In un'intervista a cuore aperto al Gazzettino del Chianti il sindaco di Tavarnelle Sestilio Dirindelli racconta i motivi per i quali, alcuni giorni fa, dopo aver dato la disponibilità a un secondo mandato, ha comunicato il suo "ritiro" al Partito democratico (clicca qui per leggere l'articolo).

 

Dirindelli, come è nata la decisione di non ricandidarsi?

“Siamo arrivati a un punto in cui saremmo andati a primarie fra sindaco e vicesindaco, cosa che non avrebbe fatto del bene al partito. La scelta dei cittadini non sarebbe stata fatta su programmi e visioni diverse, ma su questioni personali. Anzi, nella peggiore delle ipotesi fra due ambizioni personali: e sarebbe stata la negazione della politica. Avrebbe anche svilito il lavoro fatto in questi cinque anni, riconosciuto dallo stesso partito”.

 

Insomma, no alle primarie a due. Ma anche se fossero state a tre con una candidatura renziana la sua scelta sarebbe stata la stessa?

“Il fatto che la candidatura della componente renziana sia stata ritirata, e che sia stato detto che quella componente avrebbe appoggiato la candidatura di Baroncelli, ha rafforzato la mia idea. Sono stato fra quelli che più hanno lavorato all’unione della base del nostro partito, che sarebbe stata divisa da un percorso di primarie fatte in questo modo”.

 

Deluso da qualcuno in particolare in questa vicenda?

“Sinceramente mi sono sentito un po’ lasciato da solo, anche se non mi sono mancate testimonianze di vicinanza. Quando mi hanno lasciato solo? Diciamo… prima, durante e dopo. Naturalmente qualche colpa ce l’avrò anch’io. Per come si muove adesso la politica la mia è una scelta inconsueta, che ha avuto bisogno anche di tanto coraggio. L'obiettivo che mi ero posto per la prossima legislatura era quello di puntare forte sull'unione dei Comuni di Tavarnelle e Barberino, e ho paura che questo obiettivo possa allontanarsi. Mi auguro di sbagliarmi, anche perché penso che la nuova amministrazione potrà avere una guida che ritengo capace come David Baroncelli”.

 

Come vede il "panorama" generale? Non è che a Tavarnelle le opposizioni brillino in vista delle amministrative di maggio…

“Io non darei per scontato che manchi opposizione, anche perché sarebbe una perdita per la democrazia, che è fatta di confronto. D'altra parte se ci sono opposizioni diciamo "blande", vuol dire che proprio grosse bischerate non si sono fatte in questi anni…”.

 

Verrebbe quasi da domandarsi se una componente che può far riferimento alla sua persona, e pensiamo a quella cattolica, a questo punto non abbia quasi voglia di… entrare in competizione con il Pd.

“Credo di no. Mi auguro che capiscano le motivazioni della mia scelta e che magari altre persone si facciano carico di una responsabilità all’interno del partito”.

 

E' presto, ma le chiediamo se e come ha intenzione di continuare a fare politica.

“Da maggio mi prenderò un periodo sabbatico, che penso sia giusto. Sono al servizio del partito per tutto quello che servirà. Risponderò alla futura amministrazione se mi chiederà conto di quel che è stato fatto, o consigli per il futuro. Non interferirò in nessun modo sulle scelte che vorranno portare avanti”.

 

C'è, infine, qualcuno che si sente di ringraziare?

“Adesso c’è da lavorare i saluti si faranno quando è il momento. Serve tutto l'impegno possibile per finire questa legislatura, portare in fondo quel che è stato fatto e lasciare a chi verrà una traccia di lavoro da continuare”.

di Matteo Pucci

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