Obiettivo Comune: “Già con l’Unione Comunale i barberinesi… ci hanno solo rimesso”

BARBERINO VAL D'ELSA – "La maggioranza ha finalmente gettato la maschera. Ancora una volta le previsioni di Obiettivo Comune si sono avverate: al tempo delle gestioni associate con Tavarnelle dicemmo che quello era il primo passo verso il Comune unico e ci dissero che non sarebbe mai successo".

 

Il movimento civico Obiettivo Comune torna ad occuparsi della fusione fra Barberino e Tavarnelle, e lo fa con un durissimo documento.

 

"Quando fu varata l'Unione Comunale – ricordano – ripetemmo che si andava in quella direzione e di nuovo ci dissero che eravamo esagerati. Oggi, nel 2014, dopo mesi e mesi di titubanza, le forze politiche che compongono la maggioranza di Barberino hanno gettato la maschera e per bocca dello stesso sindaco Maurizio Semplici hanno detto chiaro e tondo che il destino di Barberino è quello di fondersi con Tavarnelle a formare un unico comune".

 

"E' singolare – rilanciano – che un annuncio come questo, a quattro mesi dalle elezioni, abbia avuto scarsissima risonanza sulla stampa locale (clicca qui per leggere l'articolo sul Gazzettino del Chianti): forse a Barberino si ha paura che i cittadini non siano così favorevoli alla fusione? Ricordiamo infatti che per giungere alla fusione occorre un referendum popolare che deve ottenere la maggioranza in entrambi i Comuni: se a Tavarnelle i favorevoli fossero il 90 % e a Barberino il 49 % non se ne farebbe niente".

 

"Le gestioni associate prima  – ricordano – e l'Unione Comunale poi non hanno prodotto alcun vantaggio per i Cittadini dei comuni interessati. Questo dato, che la maggioranza si ostina a negare, è facilmente verificabile da tutti. Basta fermarsi un attimo a riflettere se in questi quasi dieci anni ci sono state diminuzioni di spesa o miglioramento dei servizi. Invitiamo tutti i cittadini a pensare a questo".

 

"Con le gestioni associate e con l'Unione – domanda Obiettivo Comune – sono diminuite tasse e tariffe? Sono aumentati i servizi (scuola, trasporti, manutenzione, servizi sociali)? E' migliorata la qualità dell'ambiente e la cura del territorio? Gli uffici comunali sono più vicini ai cittadini e le procedure più semplici? La polizia municipale più presente ed efficace? Niente di tutto questo".

 

"Il baricentro amministrativo – evidenziano – si è spostato sempre più lontano dai cittadini con conseguente diluizione delle responsabilità e tendenza a privilegiare gli interessi del comune più grande. Gli stessi amministratori hanno meno controllo sugli uffici e sulla spesa: basti pensare ai numerosi svarioni commessi in questi anni nel bilancio dell'Unione. La posizione di Obiettivo Comune è sempre la stessa ed è molto più avanzata di quella della maggioranza". 

 

Eccola: "In un mondo complesso come quello in cui viviamo dobbiamo aumentare al massimo la flessibilità ed il controllo. Le decisioni amministrative devono restare tutte a livello comunale e devono essere inseriti tutti gli strumenti affinchè i cittadini possano dire la loro sulle scelte che vengono fatte sia in termini propositivi che correttivi. I servizi devono essere gestiti in collaborazione con i Comuni vicini secondo gli ambiti più adatti a ciascun settore e solo quando questo porta a vantaggi reali e quantificabili per i cittadini coinvolti. E' evidente che quando pensiamo all'agricoltura o al turismo l'ambito di riferimento non può essere lo stesso delle zone industriali o della protezione civile o della sanità. Ma forse questo tipo di gestione a "geometria variabile" è troppo complicato per l'attuale classe politica che, a tutti i livelli, mira più al consenso che alla buona amministrazione". 

 

"A questo – dicono ancora – va aggiunto il fatto che non si può trattare un Comune come quello di Barberino allo stesso modo di una piccola città con lo stesso numero di abitanti. L'organizzazione sociale e territoriale di Barberino e delle sue frazioni non va considerata un handicap ma una ricchezza del nostro territorio. E' un modello sociale ed antropologico che viene da lontano e nel quale sono valorizzati la qualità della vita, i rapporti sociali, il legame con la terra e la cura del territorio, la bellezza e la salvaguardia dell'ambiente".

 

"Tutto questo – concludono – è messo in serio pericolo da fusioni ed accentramenti che portano inevitabilmente all'omologazione, allo sfaldamento dei legami sociali ed alla perdita delle identità comunitarie che sono il primo elemento che porta all'amore per il proprio territorio ed alla consapevolezza che la cura e la gestione della cosa pubblica è un diritto/dovere di tutti noi".

di Redazione

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...