BAGNO A RIPOLI – Mentre sta procedendo il percorso della riforma elettorale in Parlamento, il cosiddetto e tanto contestato "Italicum" nato dall'accordo Renzi-Berlusconi, riceviamo e pubblichiamo un intervento dell'unione comunale del Partito democratico ripolese. Molto articolato e… molto critico.
La segreteria del Partito democratico di Bagno a Ripoli ritiene opportuno valutare criticamente taluni aspetti dell’accordo tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi in materia di legge elettorale.
La riproposizione di un congegno di premi di maggioranza impiantato in un meccanismo a base proporzionale pare anzitutto contraddire le motivazioni della recente sentenza della Corte Costituzionale.
Quest’ultima finisce infatti per qualificare come «manifestamente irragionevole» la competizione tra coalizioni elettorali per la conquista del premio di maggioranza, nella misura in cui niente può impedire alla coalizione vincitrice di sciogliersi nel corso della legislatura – magari immediatamente dopo le elezioni, come accaduto nel 2013 tra Sel e il Pd – coll’effetto di veder passare all’opposizione formazioni politiche che pure hanno beneficiato del premio di maggioranza.
Ed è un’irrazionalità che si manifesta, a rigor di logica, a prescindere da quale siano le soglie di accesso al premio e dall’esistenza o meno di un secondo turno.
Più in generale, la Consulta sostiene che un sistema di voto per lista, su base proporzionale e a maggior ragione – viene spontaneo dedurre – se nazionale, non possa contemplare eccessive distorsioni nella ripartizione dei seggi.
Si ha infatti gioco facile a segnalare che nei paesi dal sistema elettorale non proporzionale (Francia, Gran Bretagna, Usa), l’effetto maggioritario è assicurato dal collegio uninominale: gli elettori, per dirla in breve, votano i singoli candidati e non le liste; nei sistemi proporzionali razionalizzati, per contro, dove il voto va alla lista, il correttivo contro la frammentazione del sistema partitico consiste o in sbarramenti (Germania) o nel riparto dei seggi entro piccoli collegi plurinominali (Spagna).
Fra le consolidate democrazie occidentali, nessuna prevede dunque premi diretti di maggioranza né ai partiti né alle coalizioni (coalizioni che non a caso sono ovunque, salvo che in Italia, accordi post-elettorali, costruiti in Parlamento e non sulla scheda), vale a dire la massiccia acquisizione, da parte della lista più votata, di scranni corrispondenti a consensi che quella lista non ha ottenuto nelle urne.
La nuova proposta di legge, al pari del defunto Porcellum, sarebbe insomma un sistema che non solo ammette, ma prescrive la sproporzione tra voti e seggi, salvo il caso, evidentemente rarissimo, di un partito o di una coalizione che raggiunga di per sé il 53% dei consensi.
A considerare tali elementi di fondo, altri punti critici della riforma appaiono meno rilevanti (presenza o meno delle preferenze, soglia del 35 o del 37% per incamerare al primo turno il premio di maggioranza), coll’eccezione della soglia di sbarramento per i partiti non coalizzati, fissata a un 8% palesemente eccessivo.
Quanto alla soglia di sbarramento del 4.5%, stabilita per i partiti legati a una coalizione che superi il 12% dei voti, rischierebbe di determinare, in un sistema partitico come il nostro, esiti del tutto singolari, vale a dire maggioranze parlamentari del 53% al primo turno (o del 55% al secondo turno) spettanti alla sola Forza Italia, al solo Movimento 5 Stelle o al solo Partito democratico, a fronte di un consenso elettorale – raccolto al primo turno dai tre singoli partiti, in solitaria o alleati di formazioni tutte al di sotto del 4.5% – molto probabilmente inferiore al 30%.
In conclusione, la segreteria del Partito democratico di Bagno a Ripoli manifesta il convincimento che un incedere diverso, teso a privilegiare non l’intesa con Forza Italia (compagine ormai decisa a una deriva estremistica), bensì il confronto con gli alleati di governo e con le opposizioni più ragionevoli, avrebbe fornito maggiori garanzie in direzione del rafforzamento di un centro moderato-costituzionale e del superamento del ventennio populista che abbiamo alle spalle: populismo che proprio in un bipolarismo forzato, semplificatorio e leaderistico ha finora trovato le modalità d’espressione più efficaci e distruttive per la stessa autonomia della politica rispetto ad altri centri di potere.
Partito democratico Bagno a Ripoli
di Redazione
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