SAN CASCIANO – Un grave avvelenamento dovuto al consumo di funghi si è verificato, nei giorni scorsi, all’interno di una famiglia in una frazione del comune di San Casciano.
Nonno, nonna (ultra ottantenni) e una nipote infatti avrebbero consumato Amanita Phalloides, scambiandola molto probabilmente per Amanita Caesarea, detta anche ovolo buono.
Da lì, la pesante intossicazione e la necessità di ricorrere al ricovero di urgenza presso l’ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri, a Bagno a Ripoli.
Dove tutt’ora vengono seguiti per tutte le cure del caso.
Cosa è l’Amanita Phalloides
Conosciuta anche come tignosa verdognola, è un fungo della famiglia delle Amanitaceae e molti lo definiscono, senza mezzi termini, come il più velenoso e letale al mondo.
Fondazione Una (Uomo Natura Ambiente) la descrive come “fungo velenoso mortale molto diffuso, conosciuto a causa della sua tossicità estremamente elevata e del suo alto polimorfismo, che lo rende somigliante a molte altre specie”.

“È facile confonderlo con congeneri e non (in particolare, come detto, con l’ovolo buono, soprattutto sei si prende quando è ancora chiusa, n.d.r.) – si legge ancora – e ciò lo rende uno dei funghi più pericolosi esistenti in natura”.
L’avvelenamento causato da questo fungo ha spesso esiti molto gravi e, come detto, “è una delle quattro amanite mortali presenti in Italia – sottolinea Fondazione Una – Le altre sono: la verna, la virosa e la porrinensis, quest’ultima molto rara”.
“Allo stadio di ovolo – spiega Fondazione Una – cioè fungo chiuso, si presenta con l’aspetto di uovo allungato ovoidale, allargato nella parte basale; sezionato lascia intravedere dei colori biancastri o sfumature verdognole, mai giallo aranciate. Questa caratteristica è molto importante perché distingue l’Amanita phalloides dall’Amanita cesarea (ovolo, cocco), fungo commestibile e molto buono, che allo stadio di ovolo chiuso presenta al taglio delle venature giallo aranciate”.
“È utile ricordare – si precisa – che in Italia è vietata per legge la raccolta e la vendita dell’amanita muscaria allo stadio di ovolo chiuso. Questo sia per evitare la possibile confusione con specie velenose potenzialmente mortali, sia per l’importanza che ha il lasciare nel bosco a svilupparsi, ai fini della riproduzione della specie, gli esemplari immaturi”.
Gli sportelli micologici della Asl Toscana Centro
In chiusura di stagione fungina (nei boschi si trovano ancora alcuni esemplari), giova ricordare, una volta ancora, il servizio micologico garantito dalla Asl Toscana Centro.
Che offrono consulenza gratuita ai cittadini per il riconoscimento e il controllo dei funghi raccolti, per capire se sono commestibili.
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