BARBERINO VAL D'ELSA – Un vero e proprio bazar con un vasto assortimento di stupefacenti in un casale trasformato in laboratorio per confezionare le dosi.
I carabinieri della Stazione di Tavarnelle hanno arrestato per detenzione e spaccio di stupefacenti un imprenditore agricolo di Barberino Val d’Elsa.-
Classe ‘56, ha visto scattare le manette ai sui polsi per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina e hashish.
I militari ormai da giorni che seguivano l’uomo, residente a Barberino Val d’Elsa, per meglio comprendere i suoi spostamenti ed individuare gli eventuali complici. I pedinamenti sono durati sino alla serata di ieri, quando è entrato, con fare molto guardingo ed apparentemente senza motivo, in un vecchio casale abbandonato.
Dopo pochi minuti lo hanno visto nascondere, dietro ad una malandata porta di ferro, l’unica chiusa a chiave dell’intera casa, un grosso barattolo di vetro con delle buste in plastica bianca all’interno.
A questo punto, i militari sono intervenuti ed hanno bloccato il soggetto. Nel corso della perquisizione all’interno del cascinale, hanno rinvenuto all’interno del barattolo tre grossi “sassi” di cocaina.
I controlli sono stati estesi naturalmente anche all’interno della casa dove, con gran sorpresa dei militari, era stato allestito un vero e proprio laboratorio per “tagliare”, pesare e confezionare la droga da immettere in commercio.
Infatti, in una stanza da letto, tutto ben ordinato, vi era, oltre ad alcune dosi già pronte per la vendita, un frullatore ancora sporco di stupefacente, due bilancine di precisione, diversi rotoli di cellophane, due coltelli a serramanico e diverse confezioni di mannitolo e bicarbonato utilizzati, mescolandoli con il frullatore alla cocaina pura, per “allungarla” ed ottenere così un maggior profitto.
In totale sono stati sequestrati 220 grammi di cocaina, per la maggior parte ancora da tagliare, 20 grammi di hashish e quasi mille euro in contanti.
L’arrestato, già noto alle forze dell’ordine, data la quantità di droga rinvenuta, è da ritenere sicuramente uno dei maggiori esponenti del commercio di cocaina nella zona del Chianti fiorentino.
Adesso si trova presso il carcere di Firenze, a Sollicciano, a disposizione della magistratura fiorentina.
di Redazione
© RIPRODUZIONE RISERVATA



































