Il vicesindaco si oppone al progetto dell’unico polo scolastico

CROCE A VARLIANO (BAGNO A RIPOLI) – La scuola elementare di Croce a Varliano deve restare dov'è.

 

Alessandro Calvelli, vicesindaco di Bagno a Ripoli e candidato alle primarie di centrosinistra, dice no al progetto portato avanti dall'amministrazione guidata da Luciano Bartolini che riguarda il polo unico scolastico nel capoluogo.

 

“La scuola ha bisogno di grossi lavori di ristrutturazione – dice Calvelli – siamo tutti d'accordo, ma non possiamo, per un discorso di risparmio scordare che le scuole a misura di bambino sono quelle che si trovano nelle frazioni”.

 

Calvelli ricorda l'esperienza del direttore didattico Marcello Trentanove, punto di riferimento per la comunità ripolese che introdusse i principi della cosiddetta educazione “attiva” e sperimentò il tempo pieno, il doposcuola, fece aprire le prime sezioni di scuola materna statale.

 

"Negli anni Sessanta – spiega il vicesindaco – Trentanove lavorò anche per portare le classi in ogni paese".

 

Elo stesso Calvelli racconta di aver frequentato le elementari nella frazione di Quarate: “La scuola fa parte dell'identità delle frazioni, accanto alla chiesa, alla macelleria, al tabaccaio – dice ancora Calvelli – Portare via la scuola significa impoverire un paese".

 

"E c'è un altro discorso da fare – evidenzia – che riguarda la vivibilità di un grande complesso scolastico dove ci sono bambini della scuola dell'infanzia e ragazzi delle medie: le esigenze dei bambini devono essere rispettate, meglio avere spazi piccoli, vicini a casa, serve una riflessione che non trascuri l'aspetto sociale”.

 

Tra gli edifici scolastici ripolesi quello più in sofferenza è proprio quello Croce a Varliano: per le condizioni difficili della scuola, alcune classi, a inizio anno scolastico, sono state trasferite in altri plessi.

 

L'edificio risale al 1928 ed è naufragata anni fa l'ipotesi di risistemarlo con un project financing. L'alternativa per l'amministrazione Bartolini è quella di portare avanti la proposta del polo scolastico pubblico-privato che riunirebbe tre piccole scuole di Bagno a Ripoli affiancate da una scuola internazionale che metterebbe in condivisione con il Comune alcuni servizi per i ragazzi.

 

“I fondi per l'edilizia scolastica oggi sono sotto zero. Non è tempo di fare filosofia, servono risposte concrete”, ha detto mesi fa il sindaco.

 

Ma Calvelli ha una visione per diversa: "Ci sarebbero dei risparmi dall'accorpamento, ma a fronte di quale perdita? – si chiede – Il nostro territorio comunale è fatto anche di tanti piccoli abitati e dare identità alle frazioni vuol dire rafforzare una comunità nel suo complesso. E le scuole sono un elemento importantissimo da questo punto di vista, per la vivibilità, la socializzazione, la creazione di un ambiente a misura d'uomo, anzi di bambino".

 

"Io credo – conclude – che oltre a pensare al risparmio dobbiamo fare una riflessione, insieme ai cittadini, su questa scuola, per capire se davvero dobbiamo toglierla e alienarla, oppure se dobbiamo trovare soluzioni sostenibili per tenerla in attività, sempre in sicurezza.
Io sono a piena disposizione di genitori e insegnanti fin da subito, ma mi impegno personalmente, se diventerò sindaco, ad aprire un confronto costante, direi calendarizzato, per trovare insieme risposte alle varie esigenze per il bene di tutti".

 

di Lisa Baracchi

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