Si opera per togliere materiale senza rischiare di far defluire troppo velocemente l’acqua a valle

BAGNO A RIPOLI – C'è un'analisi, fatta dal Consorzio di  Bonifica della Toscana Centrale, che ha analizzato nel dettaglio le cause degli eventi alluvionali che hanno interessato, ad esempio, la zona di Grassina.

 

Dove, in particolare per chi vive attorno al Borro delle Argille, la paura è che si possa ripetere di nuovo (clicca qui per leggere l'articolo). E lo scorso 10 febbraio… ci siamo andati molto vicino.

 

Una delle cause di allagamento principali è causata dal fatto che l’edificazione è cresciuta senza la previa opportuna pianificazione idraulica; l’agglomerato urbano si è espanso trascurando le necessità del sistema idrografico “naturale”: o intubando il fosso drenante, o spostandolo, ma senza una strategia generale.

 

Per esempio con la creazione di veri e propri canali di guardia intercettanti le acque di versante, con reindirizzamento mirato delle stesse verso i corsi d'acqua recettori, oppure garantendo al corso d’acqua, anche nel passaggio del centro urbano, il rispetto delle sue dinamiche, che evidentemente non sono rappresentate da una semplice portata smaltibile con determinati tempi di ritorno.

 

Dunque rappresenta spesso un problema insormontabile il fosso di versante che, in prossimità dell’agglomerato urbano residenziale o produttivo, entra nel sistema fognario dello stesso. In particolare gli imbocchi dei tratti tombati rappresentano il punto di crisi: ed è il caso del Borro delle Argille a Grassina.

 

Possono occludersi per ostruzioni dovute a materiali trasportati dalla corrente sul fondo (normalmente inerti che poi rischiano di depositarsi nel momento e nel posto sbagliato) e in superficie (tipicamente materiale vegetale fluitato).

 

Possono non essere di dimensioni sufficienti a smaltire la portata in arrivo. La manutenzione a monte è importante, ma va calibrata in quanto, se da una parte si possono diminuire le problematiche sopra indicate, ovvero flottante e trasporto solido, dall’altra una risposta troppo veloce all’impulso di pioggia produce all’imbocco della tubazione una portata maggiore.

 

Per quanto riguarda il Borro del Balatro (o delle Argille) e gli allagamenti nell’abitato di Grassina in prossimità di via Lilliano e Meoli, per esondazioni all’imbocco del tratto tombato, non risultavano ostruzioni significative all’imbocco dell’intubamento.

 

Il Consorzio di Bonifica della Toscana Centrale ha lavorato e sta lavorando proprio in questi giorni sui tratti non tombati a monte (vedi foto), con l'obiettivo di rimuovere piante, rami, che possono essere mobilitati fino ai tratti tombati.

 

Ma, come spiegato sopra, non troppo, non tutto: perché più materiale si toglie e più l'acqua corre veloce a valle e trasporta detriti, terra e sabbia andando a peggiorare la situazione all'imbocco delle tombature..

 

Insomma, è una difficile ricerca di equilibrio, visto che i tratti tombati restano comunque il problema maggiore.

 

Il Comune di Bagno a Ripoli pare stia pensando a delle manutenzioni e il Consorzio, anche se i tratti tomabti sono opere urbane e quindi non di sua competenza, è comunque a disposizione del Comune con mezzi e operai.

di Redazione

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