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mercoledì 14 Gennaio 2026
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    Atop, aggiornamento dalla Regione: “Il processo di ricollocazione dei lavoratori entra nel vivo”

    Valerio Fabiani, consigliere per le crisi aziendali del presidente Giani: "Azienda a sindacati nei prossimi giorni si confronteranno sulle modalità"

    BARBERINO TAVARNELLE – “Il tavolo convocato per la Atop di Barberino Tavarnelle rimane aperto solo a garanzia delle parti e soprattutto per accompagnare il nuovo processo avviato in Regione, che è virtuoso: non ci sono esuberi, la crisi può finalmente essere superata”.

    Così Valerio Fabiani, consigliere per le crisi aziendali del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, a corredo del tavolo convocato in presidenza ieri pomeriggio, dove si sono confermati gli impegni per la gestione del ridimensionamento di Atop, che coinvolge 120 dipendenti sui 240 in servizio.

    “Da oggi il percorso deciso entra nel vivo – continua Fabiani – Azienda a sindacati nei prossimi giorni si confronteranno sulle modalità attraverso sui verranno gestite le ricollocazioni, mentre la Regione si è resa disponibile a supportare la reindustrializzazione attraverso la newco con propri strumenti, e abbiamo già condiviso al tavolo che a marzo la newco sarà presente al tavolo regionale”.

    L’accordo, concluso al tavolo regionale lo scorso dicembre, prevede sia ricollocazione di una parte dei lavoratori all’interno del gruppo, attraverso le altre sedi che si trovano in Toscana e a Bologna, sia una reindustrializzazione nel sito di Barberino Tavarnelle attraverso appunto una newco, costituita da società consociate del gruppo e dal gruppo stesso, destinata ad assorbire l’altra parte dei lavoratori impiegati in Atop.

    I lavoratori potranno scegliere liberamente di aderire ai diversi percorsi di ricollocazione messi in campo dall’azienda (altre sedi o newco a Barberino).

    Al tavolo hanno partecipato anche il sindaco di Barberino Tavarnelle, David Baroncelli, Filippo Giomini in rappresentanza del Comune di Poggibonsi, Fiom Cgil, Rsu, azienda e Confindustria. Fabiani era supportato dalle strutture di Unità di crisi e Arti.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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