SAN CASCIANO – Futuro Nazionale interviene dopo la segnalazione pubblicata dal Gazzettino del Chianti, nella quale una madre denuncia le condizioni critiche del Parco del Poggione, “parlando di atti vandalici ripetuti, vetri infranti, mozziconi di sigaretta e rifiuti pericolosi abbandonati al suolo, in un contesto che ormai spinge molte famiglie a evitare l’area per paura che i bambini possano farsi male”.
“Si tratta di una denuncia seria – dicono da FnV – che non può essere liquidata come un episodio minore, anche perché riguarda uno spazio pubblico destinato alla fruizione collettiva”.
Andrea Cuscito, segretario provinciale di Futuro Nazionale, sottolinea che “quando una madre arriva a dire pubblicamente di avere paura a portare i figli al parco, il problema non è più soltanto il decoro ma la credibilità stessa dell’azione amministrativa sul territorio”.
“Non è accettabile – aggiunge – che un’area pubblica venga lasciata in condizioni tali da trasformarsi, agli occhi delle famiglie, da luogo di incontro e socialità a spazio da evitare. Davanti a una segnalazione di questo tipo servono interventi rapidi, pulizia costante, ripristino delle condizioni di sicurezza e controlli più frequenti”.
Benedetta Venezia, consigliera comunale di Futuro Nazionale a San Cascianoa, evidenzia che questa segnalazione “dà voce a un disagio che molte famiglie vivono da tempo e che merita una risposta concreta”.
“Se in un parco frequentato da bambini si trovano con continuità vetri e rifiuti pericolosi – ricorda – è evidente che manutenzione ordinaria e sorveglianza non stanno funzionando come dovrebbero. Porterò questa situazione nelle sedi istituzionali competenti, chiedendo un intervento immediato e un monitoraggio costante dell’area”.
Futuro Nazionale chiede quindi che il Parco del Poggione “venga ripulito e messo in sicurezza senza ulteriori ritardi, e che venga rafforzata la sorveglianza per evitare il ripetersi di episodi di vandalismo”.
“Le famiglie – concludono – hanno diritto a spazi pubblici decorosi, sicuri e realmente fruibili, non a parchi che finiscono per essere abbandonati proprio da chi dovrebbe viverli ogni giorno”.
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