GREVE IN CHIANTI – “In merito alla questione sollevata dal gruppo di minoranza Immagina Greve relativa alle iscrizioni scolastiche e all’esperienza Montessori nell’Istituto Comprensivo di Greve in Chianti, l’amministrazione comunale ritiene necessario riportare alcuni elementi oggettivi che possano contribuire ad una discussione seria e fondata sui dati”.
Inizia così la nota diffusa dal palazzo comunali grevigiano, con la quale si replica alle questioni sollevate dal gruppo di opposizione.
Immagina Greve: “Scuole, calo di studenti, indirizzo Montessori. Serve riflessione pubblica”
“Il calo demografico – spiega l’amministrazione comunale – rappresenta purtroppo una tendenza nazionale che interessa gran parte del Paese e dalla quale nemmeno il nostro territorio è immune. Il Comune di Greve in Chianti registra una diminuzione della popolazione scolastica, in misura molto più contenuta rispetto ad altre realtà, come emerge dai dati dell’Istituto Comprensivo”.
“Proprio per questo motivo è importante ricordare – continua – che le scuole dell’infanzia e primaria di San Polo, grazie alla sperimentazione prima e al riconoscimento formale poi dell’approccio Montessori, hanno visto negli anni un significativo incremento della loro capacità attrattiva. Numerose famiglie provenienti da altri Comuni scelgono infatti queste scuole per il loro progetto educativo. Senza queste iscrizioni, quelle realtà scolastiche avrebbero rischiato concretamente la chiusura, con un danno rilevante non solo per la comunità di San Polo ma per l’intero Istituto Comprensivo”.
“Anche per quanto riguarda la scuola secondaria di primo grado – si specifica dal palazzo comunale – è bene ricordare che la sezione Montessori, che si appresta ad avviare l’ultimo anno del percorso sperimentale prima del passaggio definitivo a curricolo ordinamentale, è sempre stata scelta liberamente e consapevolmente dalle famiglie e continuerà ad esserlo. Nessuno studente è mai stato assegnato a tale percorso contro la volontà della propria famiglia. I risultati ottenuti in termini di tenuta dei plessi e qualità dell’offerta formativa sono sotto gli occhi di tutti”.
“In relazione alla formazione delle future classi prime – si aggiunge – occorre inoltre precisare che, a fronte dell’assegnazione da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale di due sole classi prime, con seconda lingua francese e tedesca, le famiglie degli alunni che avevano espresso la preferenza per lo spagnolo sono state libere di scegliere tra le due opzioni disponibili. Per questo motivo riteniamo che la diffusione di informazioni non verificate non rappresenti un contributo utile né responsabile nei confronti della comunità scolastica e delle famiglie”.
“Infine, è opportuno ribadire un aspetto già ampiamente discusso anche in consiglio comunale – viene rimarcato – la sperimentazione nazionale del percorso Montessori nella scuola secondaria, nata dall’esperienza lombarda avviata già nel 2016, oggetto di valutazione scientifica da parte dell’Università di Milano-Bicocca, è stata autorizzata dal Ministero dell’Istruzione e sottoposta, fin dalla sua nascita, a strumenti di monitoraggio e verifica finalizzati a valutarne gli esiti. Proprio a seguito delle valutazioni condotte durante questi anni, il Ministero ha deciso di procedere verso l’istituzionalizzazione del curricolo Montessori nella scuola secondaria di primo grado”.
“Anche il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione – si sottolinea – ha espresso parere favorevole, evidenziando il valore del percorso svolto e della continuità educativa tra primaria e secondaria. Chi oggi mette in discussione l’esperienza Montessori dovrebbe quindi confrontarsi non con opinioni o pregiudizi ideologici, ma con il percorso di valutazione svolto dagli organismi competenti dello Stato”.
“Siamo naturalmente disponibili – conclude l’amministrazione comunale grevigiana – a confrontarci sul futuro della scuola e sulle scelte educative del nostro territorio. Crediamo però che tale confronto debba basarsi su dati, informazioni corrette e rispetto del lavoro quotidiano svolto da dirigenti, insegnanti, personale scolastico e famiglie, evitando letture ideologiche che rischiano soltanto di innescare divisioni e preoccupazioni”.
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