BAGNO A RIPOLI – “Gli anni passano, nuove amministrazioni si insediano, ma sulla transizione energetica a Bagno a
Ripoli nessuna novità”.
A dirlo sono i gruppi consiliari Per una Cittadinanza Attiva – Bagno a Ripoli e Bagno a Ripoli Futura.
“Al consiglio comunale di fine luglio – spiegano – abbiamo presentato una mozione congiunta per l’avvio della C.E.R. comunale e la mappatura energetica di edifici e superfici pubbliche pannellabili”.
“Le comunità energetiche rinnovabili – ricordano – sono un’importante strumento per la transizione: permettono di misurare
la produzione e il consumo di energia all’interno della stessa cabina primaria, incentivando l’autoproduzione e il consumo simultaneo, limitando il trasferimento dell’energia sulla rete nazionale e garantendo un premio economico ai partecipanti, che possono poi decidere come distribuire”.
“Sono passati più di tre anni dal primo annuncio – puntualizzano – e in mezzo c’è stato il fallimento di creare una fondazione con i
comuni di Rignano, Fiesole, Pontassieve. Perciò, abbiamo sottolineato quanto sia urgente, dal momento che, se si realizzano nuovi impianti fotovoltaici prima della costituzione della C.E.R., questi non possono entrare a farne parte e si rischia di fare un danno a quei cittadini e alla potenzialità della C.E.R. stessa”.
“Visto, poi, che abbiamo già alcuni impianti di energia rinnovabile attivi o di previsione – aggiungono – abbiamo proposto di
partire da un quadro dei fabbisogni energetici degli edifici pubblici, dei costi, di quanto si recupera dalle fonti rinnovabili, per capire quali ulteriori superfici potremmo avere a disposizione per installarne altri”.
“La maggioranza Pd – rendono noto – ha fatto, purtroppo, un muro di gomma, ritenendo inutile, se non dannosa, la mozione e bocciandola a prescindere, senza proporre emendamenti né modifiche per una sua approvazione condivisa! Chiedere tempi certi o proporre la forma dell’associazione, sicuramente più agile, più democratica nel processo partecipativo, molto meno dispendiosa di una fondazione, per di più già utilizzata da tante altre C.E.R. comunali, evidentemente non è condivisibile per il Pd ripolese”.
“Si vincolerebbero troppo – accusano – perché, dopo 3 anni, l’affidamento ad una società esterna per i passaggi formali per la costituzione, le manifestazioni d’interesse, l’esclusione della fondazione, sono ancora indecisi sulle forma giuridiche da dare alla C.E.R.!”.
“Meno male che è un tema che sta loro a cuore – concludono – figuriamoci se non fosse stato così! Noi continueremo a spingere per la nascita di questo strumento e per orientare le scelte verso una transizione energetica ed ecologica equa e realmente sostenibile”.
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