SAN CASCIANO – – Dall’1 al 7 settembre San Casciano ospiterà “Ecite 2026 – European Contact Improvisation Teachers Exchange”, incontro internazionale dedicato agli insegnanti di Contact Improvisation, forma di danza nata negli Stati Uniti negli anni Settanta e oggi praticata in tutto il mondo.
Sono attese 40-50 persone provenienti dall’Italia, dall’Europa e da altri Paesi, che per una settimana vivranno il territorio di San Casciano attraverso la danza, la ricerca e il confronto.
“Ecite” è un incontro internazionale senza fini di lucro dedicato allo scambio di conoscenze e alla ricerca sulla pedagogia della Contact Improvisation.
Gli insegnanti partecipanti lavoreranno insieme sul modo di trasmettere una pratica basata su ascolto, relazione, collaborazione, cura e responsabilità, alternando attività di danza, ricerca in piccoli gruppi, confronto dialogico e riflessivo e momenti di apertura al pubblico.
San Casciano al centro dell’incontro
L’edizione 2026 è realizzata grazie al patrocinio del Comune di San Casciano, che mette a disposizione la palestra comunale di via Montopolo, dove si svolgeranno le attività plenarie durante le giornate di lavoro.
Importante anche la collaborazione con il circolo Arci di via dei Fossi, cuore pulsante dell’evento e delle attività in piccoli gruppi, sia nelle sale danza che nel momento di convivialità legato ai pasti, che verranno appunto forniti dalla cucina del circolo.
Il progetto nasce con il desiderio di creare un rapporto concreto con il territorio che ospita l’incontro: non soltanto portare a San Casciano una comunità internazionale, ma creare occasioni di scambio con le persone e le realtà locali.
Sabato 5 settembre la danza arriva nelle strade
Uno dei momenti di apertura alla cittadinanza sarà sabato 5 settembre.
A partire dalle 18, gli insegnanti partecipanti attraverseranno il paese con una performance danzata diffusa, portando la Contact Improvisation negli spazi pubblici di San Casciano e invitando abitanti e visitatori a incontrare da vicino questa particolare forma di danza.
La giornata si concluderà con la performance P.O.P. del Collettivo O.SCENA di Firenze, con le danzatrici Chiara Andreoni, Francesca Mazzoni, Linda Vinattieri, nella serata di sabato al circolo Arci alle ore 22, a seguire una festa spontanea con tutti i partecipanti.
L’iniziativa vuole essere un’occasione per far uscire la danza dagli spazi abituali e metterla in relazione con il paese, con le sue piazze, le sue strade e le persone che lo abitano.
Una danza fondata sulla relazione
La Contact Improvisation nasce nel 1972 a New York, attraverso le ricerche del danzatore e coreografo statunitense Steve Paxton e di molte altre, e si sviluppa come pratica di improvvisazione basata sul contatto fisico, sulla forza di gravità e sulla relazione tra corpi in movimento.
A più di cinquant’anni dalla sua nascita, è diventata una pratica internazionale che continua a interrogarsi sul modo in cui i corpi possono incontrarsi e creare insieme.
“La Contact Improvisation ci interessa non soltanto come forma artistica – racconta il team promotore – ma anche per i valori che porta con sé: collaborazione, ascolto reciproco, cura, responsabilità e capacità di stare nella relazione. Sono competenze che riguardano la danza, ma che possono avere un significato anche nel modo in cui abitiamo una comunità”.
Nella Contact Improvisation due o più persone entrano in dialogo attraverso il contatto fisico, ascoltando peso, forza di gravità, movimento e spazio. Non ci sono sequenze prestabilite: la danza nasce momento per momento dalla relazione tra i corpi.
Il team organizzatore
“Ecite” 2026 è promosso da Nica Portavia, Marta Iucci e Samuel Nicola Fuscà, professionisti attivi nel campo della danza, della pedagogia, della ricerca sul movimento e della progettazione culturale.
Nica Portavia, con base a Bologna, è danzatrice, insegnante, performer e ricercatrice internazionale, organizza da anni eventi ed è tra le organizzatrici dell’Italy Contact Fest.
Marta Iucci, di base a Pontedera, danzatrice e formatrice di Feldenkraise, integra nel suo lavoro danza, pedagogia e pratiche di consapevolezza corporea, insegnando Contact Improvisation in Italia e all’estero.
Samuel Nicola Fuscà, di base a San Casciano, danzatore e insegnante, lavora tra arti performative, educazione e progettazione partecipata. Neo trasferitosi a San Casciano dall’ ottobre 2025 decide di portare questo evento internazionale come dono di benvenuto al paese.
Il progetto è realizzato con il patrocinio del Comune di San Casciano, la collaborazione del circolo Arci e del Collettivo O.Scena di Firenze.
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