“La mia opinione su Il Coraggio di Cambiare”

Intervengo (dopo 2 giorni perché ieri era ancora troppo alta l’adrenalina e avrei scritto qualche sproposito) sulla questione scuole e consiglio comunale aperto di lunedì scorso prima di tutto per fare pubblica ammenda.

 

Devo infatti chiedere scusa e lo faccio adesso pubblicamente: mi scuso con quella parte del mio partito (con la quale rimangono diversità di vedute su tanti aspetti) che ci diceva che fare l’alleanza con il Coraggio di Cambiare era sbagliato perché non sono persone affidabili e strumentalizzano tutto ai propri fine politici/elettorali.

 

Ci ho messo quasi un anno per convincermene, ma alla fine ci sono arrivato. Per completezza devo dire che non ho nulla verso la forza politica in sé, ma ho rivisto completamente il mio giudizio sulle persone (fortunatamente non tutte) che la dirigono.

 

La loro “preparazione” e conduzione della serata di lunedì 5 maggio non lascia spazio a nessun dubbio. Hanno costantemente alimentato, con informazioni false, i dubbi, in parte legittimi, dei genitori dei ragazzi delle medie di Impruneta.

 

E lo hanno fatto in tutte le sedi possibili e in spregio di ogni regola morale che dovrebbe aiutare ognuno di noi a svolgere il proprio ruolo politico.

 

Già in altre occasioni mi sono chiesto e ho chiesto loro che senso avesse condurre 5 anni di campagna elettorale. Ma non ho avuto risposta e tutt’ora me lo chiedo.

 

Ogni occasione per loro è buona. Oggi ci dicono che in terza piazza non si devono costruire le scuole, ma vanno fatte nel “campino del prete” (fra l’altro da acquistare). Quando invece cavalcavano la protesta dei cittadini contro le valorizzazioni dei terreni ci dicevano che nella terza piazza non dovevamo più costruire case, ma ci dovevamo costruire le scuole.

 

Sono contrari alla scelta dell’amministrazione comunale di associare alcuni servizi con Bagno a Ripoli e ci ripetono costantemente che il nostro sguardo e il nostro futuro devono essere rivolti al Chianti; ma stranamente i loro rappresentanti si candidano al Comune di Firenze e non a quello di Greve o San Casciano.

 

E potrei continuare… . Ma certamente la cosa più grave è la “gestione” della protesta durante il consiglio comunale aperto.

 

A questo proposito devo ringraziare il sindaco, la giunta e tutti i consiglieri della maggioranza che non hanno risposto alle continue offese e provocazioni giunte da una parte dei presenti. L’atteggiamento tenuto, fortunatamente non tutti, è stato inqualificabile. Se manca l’educazione e il rispetto delle persone, oltre che delle regole, salta tutto.

 

Non far parlare i consiglieri della maggioranza è stato un atto grave e se la presidente del consiglio comunale avesse sciolto li la seduta avrebbe fatto il suo dovere; ma ripeto non abbiamo risposto alle provocazioni e la seduta è andata avanti.

 

Leggo ancora oggi che si chiedono risposte alle domande fatte. Il problema è che le risposte ci sono state, ma non sono piaciute. Tutto girava e gira intorno alla domanda se i lavori alla Paolieri si possono fare in più volte.

 

La risposta dell’architetto Corsinoviè arrivata, solo alla fine della serata grazie alla “regia” di Riccardo Lazzerini, ma è arrivata, ed è inequivocabile. No, i lavori alla Paolieri devono essere fatti in un'unica volta per tre ordini di motivi:
1. Economico (e potrebbe anche essere superato)
2. Finanziario e non può essere superato.
3. Buon senso e sicurezza (ci tornerò sopra).

 

Caduta la supposizione infondata, quant’anche propinata in tutte le salse, che si potessero fare i lavori in più volte è caduto tutto. I ragazzi devono essere spostati temporaneamente a Tavarnuzze e quindi cerchiamo tutti insieme di farlo nel miglior modo possibile e creando i minori disagi possibili.

 

E su questo le riflessioni fatte da alcuni degli intervenuti possono essere utili per organizzare tutto al meglio.

 

Voglio però tornare alla politica e, riferendomi all’intervento di Riccardo Lazzeriniin consiglio comunale e a comunicati e post che ho letto in queste ore che inneggiano alla vittoria politica e alla maggioranza dei genitori che sarebbe contraria al piano dell’amministrazione, devo dire alcune cose.

 

Se anche si decidesse (e non lo faremo) di tornare indietro non risolveremmo il problema dei lavori alla Paolieri.

 

I genitori presenti al consiglio comunale sono rappresentativi di tutti i genitori? C’erano i genitori dei bambini che i prossimi anni andranno alla scuola dell’infanzia per chiedergli se erano d’accordo su mandare i loro figli in una via Roma ristrutturata o se preferivano mandargli in una scuola nuova e adatta a loro?

 

C’erano i genitori dei bambini che i prossimi anni andranno alla elementari per chiedergli se erano d’accordo sulla vostra proposta di fare i lavori alla Paolieri in più anni (anche se abbiamo già detto che non è possibile) e quindi fare i lavori al primo piano con i i loro figli al piano terreno?

 

Le mie domande sono ovviamente retoriche e le risposte sono… no! Non c’erano perché non servivano ai vostri scopi e quindi non li avete “convocati”.

 

E non c’erano perché non li abbiamo “convocati” neanche noi perché avremmo messo in atto solo una brutta guerra fra genitori e a noi non interessa alimentare divisioni e “guerre fra poveri”.

 

Da tempo avevo chiesto che facessimo una bella assemblea con tutti i genitori; ma alla luce di quanto accaduto lunedì sera, forse è stato un bene che non l’abbiamo fatta.

 

Una annotazione la devo fare anche in merito all’Intervento di Francesco Bianchi del M5S.

 

Quando abbiamo fatto l’incontro fra le segreterie dei nostri partiti la posizione di tutti i presenti del M5S era decisamente d’accordo sul non riaprire la scuola di via Roma. Cosa vi ha fatto cambiare idea?

 

Concludo scusandomi di nuovo. Questa volta mi scuso con il segretario comunale del mio partito, con il gruppo consiliare del Pd, con il sindaco e tutta la giunta per questo mio intervento personale.

 

So che tutti gli organismi stanno predisponendo atti politici importanti su questo tema, ma avevo il bisogno di dire la mia, l’ho fatto e mi assumo la responsabilità di averlo fatto.

di Stefano Bellacci

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