La festa è bella quando ricorre.
Fare gli auguri, meglio "pre’"che "post".
Io, che ormai mi muovo come un bradipo, sono in ritardo, ma li vorrei fare lo stesso.Saranno sempre buoni, come il pane raffermo del giorno prima?
Ho raccontato di donne del passato che mi stanno nella memoria, di mia madre, di una ricamatrice, di un’eroina partigiana che ho conosciuto e alla quale feci intitolare una strada del mio paese.
Quest’anno, oltre ai soliti pallini gialli vorrei dire qualcosa fuori di retorica.Di passi avanti le donne ne hanno fatti nella nostra società di oggi.
In molti campi l’avanguardia è al femminile. Si dice anzi che gli uomini ne provino timore, soggezione.
Magari fosse vero! Ci sarebbero meno soprusi e femminicidi in giro. Però…
Avete notato le modelle che sfilano in passerella, a passo incrociato su tacco 12, con aria spavalda e naso ritto?
Sembrano dire: “Men’impipo!”. E così pure sfogliando riviste di moda, lo stesso atteggiamento, i medesimi musi lunghi. Mai un sorriso!
Forza ragazze, se modelle siete, siate modelle alle altre donne, a quelle che non indossano abiti firmati. Donate un sorriso di quei tanti che hanno ingiocondito da sempre la vita di giovani, vecchi, bambini.
Sono certa che ne acete in serbo un sacco e una sporta. Viva le donne!
di Miriam Serni Casalini
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