“L’editoriale del direttore e il mio appello al Pd”

Caro direttore,

 

ho letto alcuni giorni addietro il tuo editorialesulle elezioni regionali di domenica prossima e il 26 maggio ho partecipato al circolo Acli di S.Casciano alla presentazione dei candidati Pd nel collegio di Firenze 2; alcune mie riflessioni in merito.

 

Concordo assolutamente sulla tua analisi che denuncia una campagna elettorale “per pochi intimi“ con il conseguente rischio, secondo me, di un alto indice di astensionismo che potrebbe sminuire il valore delle recenti vittorie ottenute alle ultime elezioni Europee.

 

Dove il mio partito, il Pd , ha sfiorato il 41% dei voti. E delle ultime nostre Primarie, dove Matteo Renzi ha trionfato con oltre l’80% dei consensi (dato di San Casciano ma similare a quasi tutto il voto toscano).

 

Poi ti chiedi giustamente se si è fatto quanto necessario per coinvolgere più cittadini possibile, per convincere l’amico della porta accanto ad andare a votare perché le Regioni, insieme ai Comuni, sono il fulcro e la chiave per lo sviluppo dei territori e delle collettività che vi vivono….

 

Ti dai delle risposte che mi convincono e che sottintendono, almeno questo è il mio parere ,  che si poteva fare di più e meglio!!

 

Avremmo potuto essere più convincenti e più credibili se semplicemente fossimo più uniti, più coesi, più determinati nell’illustrare, spiegare, convincere la gente che finalmente dopo decenni abbiamo imboccato la strada giusta delle riforme e del cambiamento per un Paese “normale", europeo, moderno!

 

Ci vorrebbe lo spirito e l’atmosfera delle ultime Primarie, dove nel confronto di posizioni anche diverse, talvolta sofferte, comunque si dette dimostrazione di unità e di rispetto reciproco tra i contendenti.

 

Sono contento di avere ritrovato queste caratteristiche nei nostri candidati regionali… la loro preparazione e competenza sui vari temi che riguardano la nostra realtà territoriale è una garanzia per la qualità del lavoro che si apprestano a fare…. .

 

Ma secondo me c’è bisogno sul territorio a livello capillare, fra la gente anche della piccola frazione comunale di una sistematica azione di informazione delle cose che si fanno, del perché si fanno e dei risultati attesi.

 

Per fare questo c’è però bisogno di unità e di rispetto delle regole di convivenza democratica, anche dentro il partito, che essendo e volendo continuare ad essere partito di governo, dopo la più ampia discussione ha il dovere di decidere. E la linea ovviamente la decide la maggioranza nel rispetto e con il contributo della minoranza.

 

A mio parere abbiamo in Matteo Renzi un grande segretario ed un grande leader ma sono arciconvinto che non può esistere un grande leader se non c’è un grande partito!

 

Allora forza e lavoriamo tutti insieme!!
 

 

di Gianfranco Bucciarelli

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