“Cipressi malati: ma il Comune si pone il problema?”

Appartengo ad una delle categorie meno protette: quella dei "proprietari non residenti" nel Comune di Bagno a Ripoli.

 

Sono proprietario di una casa che è sempre appartenuta alla mia famiglia, sulla via Chiantigiana a San Martino.

 

Risiedo da molti anni a Milano, per ragioni di lavoro. Sostengo spese importanti in cambio di un livello di servizi molto scarso. Non ho nemmeno la possibilità  di esprimere il mio giudizio in sede di elezioni amministrative.

 

La situazione drammatica dei cipressi è stata l'ultima amara sorpresa. Il viale dei cipressi che porta al cimitero di San Martino è stato piantato da mio nonno, Emilio Francolini.

 

Nel cimitero di San Martino sono sepolti i miei genitori. La perdita dei cipressi su questo tratto della via Chiantigiana rappresenterebbe una perdita inestimabile per il paesaggio di questo tratto di territorio toscano, polo di attrazione per visitatori e turisti di tutto il mondo.

 

Qualche vicino ha già provveduto con operazioni di potatura che sono uno scempio. Oltretutto, sulla base delle informazioni che ho raccolto sulle malattie dei cipressi, in questa situazione le potature non solo non servono, ma sono dannose.

 

Il problema attuale infatti non è dovuto al cosiddetto "cancro del cipresso", che è un fungo, ma alla presenza di una specie di "pidocchio" che attacca normalmente in maggio-giugno, ma quest'anno a causa delle temperature particolarmente miti ha operato nei mesi di aprile-maggio.

 

L'attività di questi insetti è chiaramente individuabile dalla presenza, sotto le piante, di colaticci resinosi oltre che dalle nuvole di insetti, come api e che sono attratti dalla presenza di afidi.

 

Questo tipo di pidocchio si combatte facilmente con irrorazioni di appositi disinfettanti che eliminano completamente il problema.

 

Queste irrorazioni sono abbastanza costose, specialmente se effettuate dai singoli proprietari indipendentemente, mentre i costi diventano più accettabili se intrapresi con mezzi adatti (irroratori dalla comunità che arrivino a grandi altezze) ed effettuati contemporaneamente su molti alberi.

 

Il problema era facilmente individuabile ma non è stato fatto niente a tutela del territorio!bAttualmente, con l'arrivo del caldo, sembra che i pidocchi abbiano sospeso l'attività e le piante hanno in molti casi ripreso a vegetare.

 

Da informazioni che ho raccolto (con iniziativa personale e indipendente) sembra assolutamente sconsigliabile di effettuare potature, in quanto si rischia di indebolire ulteriormente le piante e di tagliare rami che stanno ributtando.

 

Ma il Comune cosa dice? Si è posto il problema? Ha mai pensato a cosa sarebbe il nostro paesaggio senza cipressi? Con molto interesse e molta preoccupazione, Vanni Magnolfi.

di Vanni Magnolfi

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