Sono un agricoltore Imprunetino, non sono cacciatore ed ho lettola lettera accorata di Riccardo Lupino, del quale conosco l'amore per la natura e per l'agricoltura.
Il problema di cinghiali, caprioli, ecc. che devastano le nostre colture è purtroppo un problema sempre più attuale, che aumenta nel silenzio di tutti, istituzioni in primis. Prego i colleghi, i cittadini, gli ambientalisti e le istituzioni a riflettere profondamente.
Non si può accettare che coloro che coltivano i loro prodotti e che "gestiscono" il territorio, siano condannati a vedere distrutti gran parte dei loro raccolti.
Non si può pensare che chi subisce e paga ormai da tanti anni debba essere costretto a rimanere in silenzio.
Forse solo abbandonando le campagne si capirebbe l'importanza di questo lavoro, che troppo spesso non rende ma lo si fa per passione.
Forse solo quando il paesaggio sarà abbandonato, quando la mano dell'uomo, che ha dipinto il paesaggio che oggi tutti ci invidiano, non sarà più leggibile, quando affacciandosi alla finestra ci saranno olivi abbandonati, incolti e rovi, forse solo allora si capirà cosa è realmente l'agricoltura e l'agricoltore.
Svegliatevi prima e aiutateci a darvi il paesaggio che amate, non scoraggiate coloro che hanno gestito e che lavorano per quello che amate.
Salviamo pure un cinghiale ma rendiamoci conto che uccidiamo l'agricoltura, con tutto ciò che ne consegue.
di Marco Bartolini Baldelli
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