Gentile direttore, le scrivo in merito ad un problema che, a mio avviso, deve essere affrontato senza più procrastinare.
Sono proprietario di una abitazione nel comune di Castellina in Chianti con del terreno di pertinenza, di cui una parte boschiva e il restante vigneto, oliveto, alberi da frutto ed orti.
Da ormai diversi anni abbiamo visto il numero di cinghiali, daini e caprioli decuplicare, tanto che ormai questa estate ci sentiamo come assediati: i danni alla colture sono enormi: l’uva viene sistematicamente mangiata, le piante straziate e a poco servono recinzioni e linee elettrificate; gli animali spinti dalla fame riescono a forzare anche le recinzioni più resistenti.
Non voglio farne solo una questione economica, che pure esiste, ma un’invasione di questa portata costringerà noi come altre famiglie all’abbandono di ettari di territorio, non riuscendo da soli a fermare branchi interi di animali ogni notte e rimanendo frustrati ad ogni stagione dallo spettacolo di piante ed orti distrutti.
Come lei potrà immaginare una prospettiva del genere non potrà che andare a detrimento delle nostre campagne famose nel mondo non solo per le bellezze della natura spontanea, ma anche e soprattutto per le bellezze dovute a secoli di lavoro e continua dedizione da parte dei risedenti che, per la loro parte, hanno contribuito ad antropizzare le nostre colline.
Da ultimo voglio portare l’attenzione delle amministrazioni anche su aspetti di sicurezza e sanitari: sui primi non occorre certo che faccia l’elenco degli incidenti in cui automobilisti e motociclisti incorrono nelle ore notturne a causa di attraversamenti di animali o addirittura ad aggressioni agli uomini come capitato recentemente in altre regioni d’Italia, sui secondi pur non essendo ancora nell’emergenza, ma episodi di zecche, tafani e altri parassiti infetti che mordono l’uomo dopo aver morso questi animali sono e saranno sempre più frequenti.
Per concludere chiedo allora ai sindaci dei Comuni dell’area del Chianti di voler fare da cassa di risonanza con i poteri e la visibilità dati loro da questa carica presso tutti gli organi competenti nella risoluzione di questo grave problema.
di Alessandro Cappelletti
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