“Un’amica, il marito morto, le medicine rifiutate”

Spettabile redazione,

 

desidererei che la presente fosse pubblicata visto le polemiche riguardanti l’attuale riforma sanitaria, in quanto vorrei segnalare un fatto capitato nei giorni scorsi ad un’amica.

 

Il marito della mia amica è deceduto, qualche tempo fa per un carcinoma all’esofago, negli ultimi mesi era stato alimentato per via parenterale, percui dopo il decesso la stessa si è ritrovata una quantità enorme di medicinali costosissimi, essendo il tutto ancora imballato, ha telefonato alla farmacia ospedaliera di Torregalli, fornitrice del materiale, per farsi indicare cosa doveva fare dei medicinali.

 

Informandoli tuttavia che a causa della sua grave malattia era impossibilitata a riportarli personalmente, con sua enorme sorpresa gli è stato risposto, che essendo già stati scaricati dal magazzino poteva farne quel che voleva.

 

Probabilmente siamo arrivati ad una riforma sanitaria più o meno restrittiva, ma che comunque tutti pagheremo, forse anche per questi sprechi delle amministrazioni ospedaliere e del menefreghismo  soggettivo di alcuni dipendenti.

 

Sicuramente costerebbe meno incaricare un corriere di ritirare i farmaci inutilizzati, che farli gettare… ma d’altra parte per una pensata così profonda i manager ospedalieri…..non sono pagati abbastanza.

 

di Caterina Ciulli

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