A differenza del signor Cesare di San Cascianogradirei mantenere l'anonimato ma comprendo e condivido a pieno il suo sfogo perché ho un'attività a Greve in Chianti e sto vivendo la stessa ingiustizia.
Non sono grevigiana, oserei dire grazie a Dio, e la mia attività oltre alle difficoltà del periodo iniziale, come tutti, non è mai presa in considerazione da nessuno ma bensì presa di mira dalla cattiveria e dalle calunnie delle persone che credono di avere il loro momento di gloria solo tagliando le gambe a chi ogni giorno vuole, o almeno vorrebbe, fare solo il suo lavoro.
Andiamo avanti a testa alta caro Cesare, il tempo e la vita ci renderanno merito.
di Lettera firmata
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