“La rassegnazione di noi socialisti chiantigiani”

Incontrandomi con i pochi compagni rimasti aderenti al partito socialista del mio comune (Tavarnelle) e dei comuni vicini mi sono convinto che la rassegnazione è il male peggiore che ci affligge.

 

Oltre a questo sentiamo in giro le opinioni dei cittadini comuni che  dicono: i socialisti non ci sono più. I socialisti sono entrati nel Partito democratico o ci finiranno presto. I partiti non servono più.

 

Fra i compagni rimasti invece si dice: ci manca un segretario nazionale che sgomiti che si faccia vedere in televisione, possibilmente giovane e bello che piaccia alle donne.

 

Coloro che hanno nel cuore l’idea socialista si sono ritirati nel privato e spesso non vanno con disperazione neppure a votare.

 

Nonostante tutto resistono qua e là aree dove il residuo del partito esiste ancora, legato alla fede ed alla voglia di alcuni irriducibili compagni soprattutto vecchi ma anche qualcuno nuovo  legati alle grandi tradizioni ideali socialiste.

 

E’ indubbio che sono rari ma costituiscono l’anello di congiunzione di importanti strutture culturali, istituzionali, sociali che non sono più riconosciute come socialiste ma che vivono grazie all’apporto determinante di socialisti. 

 

 

Le strutture del partito si sono via via sgretolate in questi ultimi venti anni grazie a gruppi dirigenti incapaci e vigliacchi, che anziché resistere sull’idea socialista si sono uniti all’andazzo generale del qualunquismo, del trasformismo, del liderismo e del decisionismo vuoto ed inconcludente.  

 

Nonostante questo cari compagni rassegnati l’idea socialista non è morta e la storia si curerà di riportarla in auge se il mondo vorrà progredire, poiché la storia dimostra che senza il riformismo socialista non c’è progresso possibile.                                    

 

Il riformismo socialista oltre che un'idea è un modo di vivere, di affrontare i problemi e di risolverli con maggior giustizia sociale; con  più democrazia per uno sviluppo culturale economico coinvolgendo i cittadini nella gestione della cosa pubblica con maggiore partecipazione.                     

 

La situazione europea ed italiana è tale che  l’idea di socialismo e di democrazia  è ancora nel limbo.

 

Il partito socialista europeo PSE è un coacervo di interessi nazionali che poco hanno da spartire con il socialismo, ancora avvolti in  logiche locali campanilistiche e nazionali anziché, in programmi europei unitari per la costruzione del’europa unita e tendente ad avvicinare regole e modi di vita.

 

L’Italia non rifugge da questo comportamento. Mancano idee ed utopie al socialismo manca un programma degno di questo futuro. Poiché l’idea socialista non è morta e cammina sulle gambe (poche attualmente..) di volontà coerenti e di sani principi non maneggiabili per cose da basso impero , quale sembra essere attualmente

 

La situazione del nostro Paese, dell’Europa e del mondo attuale, in nome dei nostri padri fondatori i veri socialisti devono tornare ad innalzare le proprie idee per l’unità europea per un mondo migliore dominato da coerenza politica etica sociale e solidarietà economica.

di Rino Capezzuoli

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