Questo l'appello fatto alle forze politiche sul territorio dalla lista civica Insieme per Bagno a Ripoli e la nostra disponibilità in merito alla ricerca di possibili soluzioni di quanto in oggetto.
Le mie competenze si fermano a Bagno a Ripoli, ma voi che avete amici e contatti a Roma avete forse il dovere di sollecitare quanto segue, non di meno collaboreremo attivamente affinché anche nel nostro Comune si attivino quante più procedure possibili affinché si arrivi a decisioni risolutive tra cui alcune dettate da quanto sotto evidenziato:
E' arrivata la pioggia dandoci respiro ma non perdiamo l'occasione per sollecitare parlamentari e Governo ad attivare quanto segue altrimenti ci ritroveremo a straparlare inutilmente di blocchi del traffico.
A proposito di contenere l'inquinamento atmosferico è bene ricordare che:
1) Tutto il traffico dei 47.936.938 veicoli registrati in Italia al 31 dicembre 2008 (36.105.183 autovetture, 5.859.094 motocicli, 3.914.998 autocarri trasporto merci, 300.890 motocarri e quadricicli trasporto merci, 203.212 autocaravan, 97.597 autobus, 1.455.964 altri) influisce solo per il 25% per l’inquinamento atmosferico mentre, come si dice in economia, spostando nello spazio le merci, produce sviluppo indispensabile al Paese. Il limitarne la circolazione stradale è un suicidio socio-economico.
2) Riguardo al traffico, invece, è indispensabile che il Governo di turno segua il regolamento comunitario che invita gli Stati membri a dare agevolazioni a chi acquista pneumatici a più bassa resistenza al rotolamento visto che fanno consumare meno carburante, riducendo così le emissioni dannose. Regolamento (CE) n. 1222/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, sull’etichettatura dei pneumatici in relazione al consumo di carburante e ad altri parametri fondamentali (Testo rilevante ai fini del SEE).
3) Gli 8.090 sindaci italiani non hanno mappato (sono all’oscuro) tutte le attività industriali, agricole, commerciali e artigianali che producono inquinamento atmosferico quindi sono incapaci di adottare provvedimenti efficaci (esempio concreto si è visto in questi giorni dove nelle maggiori città che hanno adottato il fermo veicoli, l’inquinamento è rimasto stabile e in alcuni casi aumentato). Il non voler accorpare i Comuni sotto i 35.000 abitanti (lasciando sul territorio aperti gli uffici per i servizi ai cittadini) e non voler conoscere i dati è un suicidio socio-economico.
4) Gli 8.090 sindaci italiani non verificano dove finiscono i soldi che i cittadini sono obbligati a versare per la revisione delle caldaie (si tratta di milioni di euro) che dovevano e devono servire per pagare il personale da inviare a effettuare controlli programmati resi pubblici in modo da evitare le elusioni a dette verifiche da parte dei cittadini e società.
5) Gli 8.090 sindaci italiani per comprendere da dove proviene l’inquinamento devono chiedere all’ARPA di riferimento di analizzare nel dettaglio la composizione e la correlazione delle polveri sottili. Senza detti dati ogni intervento è pura ipocrisia, tesa ad aspettare che il vento e la pioggia rimandi l’emergenza alla prossima volta. Per quanto detto l’inquinamento atmosferico (produce costi socio economici per le malattie e morti) non si combatte con editti o chiacchiere ma conoscendone tutti i fattori, adottando precise azioni nei confronti del settore che producono il 75% dell’inquinamento e verificando a campione chi le elude.
6) Il Governo di turno deve prendere atto, quindi provvedere, a evitare l’aumento dell’inquinamento derivato dai contenziosi che richiedono il consumo di tonnellate di carta. Per rimanere nel concreto entro gennaio 2016 dobbiamo pagare la tassa TV, quindi al Governo il dovere di comunicare subito ai cittadini che hanno più contratti elettrici e una sola tassa TV da pagare, a chi devono segnalare via PEC e/o FAX di non fargli pervenire tutte le fatture con sopra la tassa. Se non vi provvedono ci saranno decine, centinaia di contenziosi con relativi consumi di carta e carburanti.
7) Non meno importante è il sapere che il rialzo delle polveri lo facciamo anche noi camminando (esempio concreto quando Firenze fu bloccata per la manifestazione dei 25.000 NO Global le centraline dei viali percorsi superarono il PM10. Stesso rialzo delle polveri per i veicoli elettrici, biciclette, eccetera) e l’esplosione demografica nel nostro Paese e in Europa non viene tenuta in considerazione. Il non voler affrontare il come attivare una politica di riduzione demografica è un suicidio socio-economico.
Daniele Locardi
di Daniele Locardi
© RIPRODUZIONE RISERVATA


































