San Casciano, Pro Loco, Carnevale, scusatemi ma non sono completamente d'accordo… . Tutto è perfettibile, senza ombra di dubbio, forse le feste sono anche troppe, non sono mai stato un sostenitore del "nel più ci sta il meno", ma dire che a San Casciano non venga fatto niente e che, tutto o quasi è da buttare, mi sembra un po' esagerato!
Probabilmente manca un confronto sano con la popolazione, forse si sono scelte strade troppo articolate e quindi, complicate, ma a me, questo paese piace e mi sembra anche piuttosto attivo.
Nel mio piccolo, da sancascianese acquisito, ho partecipato sia attivamente che passivamente agli eventi organizzati in paese. Alcuni sono riusciti bene, altri meno ma, domandiamoci anche "io avrei saputo fare di meglio?".
Apprezzo molto l'intervento del compaesano nativo d'Olanda, chi ci mette la faccia ha sempre una marcia in più a mio parere.
Stimo invece meno chi dà di "Bottegai" a persone che lavorano ogni giorno con impegno, molti dei quali, mi sembra siano attivi in varie associazioni.
Forse una riorganizzazione della Pro Loco che parta dal basso, cioè dal cittadino che spontaneamente voglia farsi avanti, a suo "rischio e pericolo" e che goda di una buona autonomia, penso possa giovare ma forse, magari sono poco informato premetto, non credo ci sia la fila fuori della porta!
D'altronde, non vorrei neanche che si realizzasse una esternalizzazione dell'organizzazione delle feste, come prospettato dal buon Matteo, pertanto perché non lanciare "una sfida" al paese, perché dalle colonne del Gazzettino non lanciare una raccolta di idee se non un incontro? E se vi servisse una mano… io ci sono!
Caro Cosimo, fa piacere pubblicare interventi come il tuo, pieni di entusiasmo e di amore per San Casciano.
Nel mio editoriale io evidenzio una cosa molto semplice: non si può fare Pro Loco se non si ha il sostegno e la partecipazione del… "loco".
In questi anni, e leggi la lettera scritta da Leonardo Giani e pubblicata in questo spazio dedicato a voi lettori se vuoi, purtroppo è mancato soprattutto questo. Il "loco". Non tanto come volontari "diretti", ma come paese che si muove compatto insieme a loro. Con l'obiettivo di fare qualcosa di buono per tutti.
Il Gazzettino è, ovviamente, disponibile a fare di tutto per far crescere il senso della comunità. A San Casciano come altrove. A metterci faccia e anche "braccia".
Purtroppo non vorrei che l'amore per il paese fosse rimasto ormai "vittima" della modernità e,passami il termine, della "pancia piena" di tanti stimoli (che negli anni '70 e '80 non c'erano) e delle tante iniziative che vengono allestite (nessuno ha mai detto che a San Casciano non si fa nulla, anzi forse…l'opposto).
Insomma, tante foto e tanti commenti sui social, poca gente alle riunioni e che si dà da fare in prima linea. Cordialità, Matteo Pucci.
di Cosimo Papini
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