“Impruneta: i dubbi dei consiglieri comunali e la novella del sindaco dei bastoni fra le ruote”

In un paese dove la politica scorre secondo normalità quando le opposizioni o i cittadini sollevano delle questioni chi amministra dovrebbe rispondere con argomenti concreti e dicendo tutta la verità.

 

Ma Impruneta si sa non è un paese come gli altri. E allora capita che di fronte ai dubbi sollevati da alcuni consiglieri comunali il sindaco ci venga a riproporre la novella dei bastoni fra le ruote.

 

Già, l'ha detto di nuovo. Rispondendo al consigliere Viti sulla questione degli uffici comunaliinfatti Calamandrei ha fatto cenno alla questione scuole parlando proprio di bastoni fra le ruote per etichettare le "continue interrogazioni, interpellanze, accesso agli atti".

 

E chiaramente il concetto di bastoni fra le ruote vale anche per i dubbi avanzati da Bianchi, e per tutte le altre domande e richieste di chiarimenti che vengono fatte da politica e cittadinanza.

 

Quale atto di superbia da parte dei consiglieri! Come si sono permessi di chiedere di accedere agli atti, o di presentare interrogazioni? Come hanno osato domandare e dubitare di un progetto così solido e trasparente come quello sulle scuole?

 

Non voglio entrare nella questione in sé, sarebbe l'ennesima ripetizione, e la realtà dei fatti parla da sola. Mi colpisce da cittadino la ripetitività di una frase che fa passare chiunque sollevi dei dubbi, faccia delle domande, ponga delle questioni, come un sabotatore fazioso.

 

Le scuole sono la vicenda dove questo è più evidente, ma è in tutte le vicende imprunetine che si ha la sensazione che i nostri amministratori cerchino di etichettare chi non la pensa come loro come uno che vuole mettere i bastoni fra le ruote.

 

Invece di rispondere con argomentazioni serie e concrete, oppure ammettere onestamente talvolta i propri errori, l'amministrazione con sindaco in testa nasconde la realtà e mette all'indice chi si azzarda a scavare in profondità, chi tenta di vedere oltre la vulgata ufficiale.

 

I consiglieri comunali che agiscono non per partito preso ma per volontà di fare l'interesse del paese dovrebbero a sentire il sindaco cominciare a smettere con le loro interpellanze, e accettare con più serenità lo status quo.

 

Al diavolo il beneficio del dubbio e i doveri del proprio mandato. E così ugualmente i cittadini dovrebbero farsi il minor numero di problemi possibile. Funziona così da noi. Questa amministrazione mi ricorda il re nudo, che girava per la città convinto di aver addosso splendide vesti quando invece non indossava neppure un calzino.

 

Nel silenzio dei docili sudditi, finché un bambino non urlò che il re era nudo. All'Impruneta chi lo dice però rischia di sentirsi accusato di mettere i bastoni tra le ruote.

 

Magari qualcuno li mettesse davvero, perché vorrebbe dire che c'è qualcosa da fermare: il carro del paesello invece è da quel dì che è fermo.

di Gabriele Franchi

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