“Viva il Carnevale Medievale… ma fate qualcosa per fare vedere lo spettacolo!”

Sono una sancascianese doc, e questo significa che sono nata e cresciuta a San Casciano.
 

 

Sono una delle tante persone, che rimpiangono ancora il vecchio carnevale di paese, quello che ci faceva battere il cuore per la propria contrada e che ci faceva attendere con trepidazione il carro più bello.

 

Adesso non c'è più, ma c'è il Carnevale Medievale. E va bene, va benissimo, rappresenta un'occasione di divertimento e fa arrivare a San Casciano tantissime persone.
 

 

E questo fa bene al paese e ai tanti commercianti della zona, che da sempre ci sono e combattono per andare avanti, nonostante tutto, per tenere vivo ancora, lo spirito e la realtà di un centro paesano, accogliente come San Casciano.

 

Detto questo devo fare un appunto, non me ne volete per questo. La sfilata storica delle cinque contrade per le vie del borgo, si realizza molto bene. Ma l'esibizione di ognuna di esse non è possibile vederla.
 

 

Il luogo dove si svolge è perfetto, da un punto di vista coreografico, le Vecchie Mura consentono di immedesimarsi in uno scenario naturale dell'epoca.
 

 

Peccato che le persone non vedono assolutamente niente, tranne quelli che siedono nelle tribune e la giuria. Il momento più bello non si vede!

 

Allora dico, diamo a tutti la possibilità di assistere allo spettacolo, diamo a tutti la possibilità di fare un sano tifo per la propria contrada.
 

 

Coinvolgere tutto il pubblico, che oltre tutto paga (certo pochi spiccioli, che fra l'altro sono necessari per far continuare un'iniziativa del genere) e ha il diritto di poter vedere.

 

Il mio umile consiglio? Spostate l'esibizione delle contrade, in un luogo visibile a tutti. Certo la manifestazione perderebbe un po' della sua bellezza coreografica, ma lo scopo di tale evento deve essere soprattutto quello di stare insieme e di divertirsi, per tutti in maniera uguale.
 

 

Il mio vuole essere solo un semplice rimprovero affettuoso, ma che deve far riflettere per gli anni a venire… .

di Laura Fusi

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