“Rimpasto-giunta a Impruneta? Obbligati ad aumentare la presenza femminile”

Nei giorni scorsi le voci di un prossimo “rimpasto” nella giunta comunale di Impruneta, si sono rincorse sugli organi di informazione e sul web, senza peraltro smentite da parte degli interessati.

 

Ancor più delle motivazioni politiche è il “toto-assessore” ad aver ricevuto la massima attenzione, con tanto di ipotesi sui nominativi dei componenti in entrata ed in uscita dalla giunta comunale.
 

 

Un filo accomuna però i papabili citati: sono tutti maschietti, mentre l'unica assessora presente adesso in giunta,Francesca Buccioni, è anzi data fra quelli in partenza.

 

L'eventuale rimpasto sarà tuttavia l'occasione (adesso dovuta per legge) per riequilibrare la presenza femminile nella Giunta, che già nella giugno 2013, al momento della sua nomina, i Verdi per Impruneta avevano ribattezzato come … “rosa pallido”, considerata presenza di una sola donna, , nella giunta (composta da cinque assessori più il sindaco).

 

Contestammo allora che quella composizione non rispettava il dettato della Legge 215/2012 sul “riequilibrio delle rappresentanze di genere” la quale prevede che la Giunta sia nominata dal Sindaco “nel rispetto del principio di pari opportunità tra donne e uomini, garantendo la presenza di entrambi i sessi”.
 

 

E sulla questione anche l'allora Presidente dell'ANCI, Graziano del Rio, in una lettera inviata ai Comuni aveva espresso parole chiare in proposito, scrivendo che tale norma “alla luce della copiosa giurisprudenza da ultimo consolidatasi, può dirsi effettivamente rispettata se si traduce in una equilibrata presenza di entrambi i sessi, sotto il profilo tanto numerico quanto qualitativo”.
 

 

Anche perché è difficile poter considerare la presenza di una donna su cinque assessori come ad una presenza “equilibrata” di entrambi i sessi.

 

In Comune preferirono, allora, fare orecchie da mercante, confidando sul fatto che la nomina della Giunta fosse stata effettuata all'inizio del mese di giugno 2013, mentre gli Enti locali avevano tempo fino al 26 giugno 2013 per adeguare i propri Statuti comunali alla nuova normativa.
 

 

Quel “tagliando” allo Statuto però non è stato fatto neppure dopo quella scadenza, e quello vigente, per la composizione della giunta si limita a riportare genericamente (in un italiano un po' criptico ed incerto) che “gli assessori devono rappresentare entrambi i sessi”.

 

Adesso però la questione cambia verso, essendo entrata nel frattempo in vigore, una nuova normativa, la legge n. 56/2014, la quale stabilisce (l’art. 1, comma 137), che “Nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico”

 

E stavolta non ci sono adeguamenti da fare allo Statuto cui nascondersi, ma la norma è immediatamente vigente. Il Consiglio di Stato, in una recente sentenza, ha confermato che il rispetto della quota di “rappresentanza di genere” prevista dalla Legge 56/2014, “costituisce un ineludibile parametro di legittimità delle nomine”, per gli atti adottati in vigenza di tale norma.

 

Quindi, in caso di rimpasto all'imprunetina, o il “rosa pallido” della Giunta si ravviva o … ciccia.

di Verdi per Impruneta

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