Sono rimasto allibito dalle motivazioni con le quali è stata cancellata la partita di fine anno alla scuola media di Greve.
Non sono un genitore della scuola media, ho figli più piccoli, ma ritengo assolutamente non condivisibile la scelta dei docenti e vi spiego perché.
Nello sport, come nella vita, ci sono persone che sono più capaci in una disciplina ed altre che lo sono di più in un'altra: trovo utopistico voler annullare le differenze, di genere e non, che sono proprie della vita di tutti i giorni.
Sarebbe come non studiare più la matematica poiché qualche alunno, meno portato, potrebbe sentirsi umiliato dalla capacità di altri nella materia.
Lo sport sarebbe inoltre, per i meno bravi nelle materie di concetto, motivo di riscatto ed orgoglio, senza che questo possa, in alcun modo, essere discriminante per gli altri studenti.
Ancora meno condivisibile la motivazione della discriminazione di genere. In nord America, in tutte le scuole, mentre i ragazzi giocano a football o a basket le ragazze li sostengono facendo le cheerleader senza che queste ultime si sentano minimamente relegate in un ruolo passivo o, ancor peggio, discriminate.
Inoltre, perché per coinvolgere le ragazze i docenti non hanno pensato, invece di cancellare la partita dei ragazzi, di far giocare alle ragazze una partita di pallavolo nella quale i ragazzi facessero il tifo per loro?
Lo sport in ogni sua forma ed a ogni livello è veicolo di valori fondamentali come lo spirito di sacrificio, l'abnegazione, la perseveranza, il dover lottare per ottenere risultati e il superare i propri limiti: non sono questi valori sui quali anche la scuola pubblica dovrebbe scommettere e trasmettere ai nostri ragazzi?
Lo sport è una scuola di vita ed un mezzo di trasmissione di valori universali, questo è più importante di ogni altro concetto.
di Michele Messina
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